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Produzioni vegetali e viticoltura

Diabrotica del mais, colpite molte aree della Lombardia

Gli esperti imputano l'infestazione alla sospensione dei concianti


Le infestazioni da diabrotica (Diabrotica virgifera virgifera) sono ormai segnalate in molte province lombarde. Ad essere maggiormente colpite sono le aree a cavallo tra il confine di Bergamo e Brescia, coinvolgendo anche il Cremasco. Tra le zone colpite dall'attacco della diabrotica c'è anche la provincia di Mantova.

Secondo gli esperti, la recrudescenza di quest'anno è imputabile in larga parte al divieto di utilizzo dei concianti delle sementi con antinematoidi imposto dal ministero della Salute, con il decreto del direttore generale del 17 settembre 2008. Il decreto aveva infatti  ha decretato la sospensione cautelativa dell'autorizzazione di impiego per la concia di sementi, dei prodotti fitosanitari contenenti le sostanze attive clothianidin, thiamethoxam, imidacloprid e fipronil. 

I danni sono causati sia dalle larve che dagli adulti, anche se sono le prime a causare la maggiori perdite di resa.Le larve nutrendosi a carico dell'apparato radicale causano, in relazione alla gravità dell'attacco, l'allettamento della pianta e la diminuzione della capacità di assobimento dell'acqua, della luce e degli elementi nutritivi con conseguente calo di produzione. Le piante allettate tendono a risollevarsi dal suolo assumendo una tipica conformazione che viene chiamata "a collo d'oca".

In questi giorni si sono riscontrati già gravi danni causati dall'allettamento delle piante di mais il cui apparato radicale è compromesso dall'infestazione da diabrotica.

Secondo il professor Tommaso Maggiore dell'Università degli Studi di Milano, negli appezzamenti in cui si è già manifestato l'allettamento è di fatto impossibile un intervento fitosanitario per l'impossibilità  di entrare tra le file anche con i mezzi dotati "trampoli". Sarebbe necessario infatti eseguire, in fase di fioritura del mais, interventi contro gli adulti della nottua insieme a quelli contro la piralide.

Per il mais di secondo raccolto, ha spiegato Maggiore, va stimolata la crescita dell'apparato radicale, in particolare di quello avventizio, con rincalzature e concimazioni azotate (urea).  

Il livello dell'infestazione di adulti è in alcune aree così elevato che si teme anche per la prossima stagione maidicola. Negli areali della Pianura padana gli adulti volano da giugno sino a ottobre. Il picco degli adulti si ha tra la fine di giugno e la prima decade di luglio, in corrispondenza della fioritura del mais. Gli adulti sono maggiormente attivi ad una temperatura compresa tra 23 e 27°C; mentre nelle ore più calde, quando la temperatura supera i 30°C si aggregano sulle porzioni della pianta meno esposte al sole, protetti dalle brattee della spiga o dalle guaine fogliari. La durata della vita degli adulti è influenzata da fattori quali fotoperiodo e disponibilità alimentare; studi di laboratorio hanno indicato una durata variabile da 50 giorni a circa tre mesi. Entro una settimana dallo sfarfallamento si hanno i primi accoppiamenti, che proseguiranno per l'intero periodo di vita degli adulti; sia i maschi che le femmine possono accoppiarsi più volte nella loro vita. La fecondità delle femmine dipende principalmente da temperatura, fotoperiodo e disponibilità di alimento; mediamente vengono deposte 400 uova anche se il loro numero può variare da circa 100 a 1000.Grazie all'azione del vento o sfruttando diversi vettori tra cui l'uomo, gli adulti possono spostarsi anche di 25 - 40 Km l'anno. La profondità di deposizione può giungere a 35 cm, anche se in genere il maggior numero di uova si trova a 15 cm di profondità. Le femmine depongono le uova in piccoli gruppi e completano la deposizione in circa 20 giorni prediligendo terreni umidi e sciolti. Viene effettuata 1 sola generazione annua.

Serve dunque, a detta degli esperti, il ritorno all'utilizzo dei concianti oggi sospesi. La sospensione è in essere sino al 20 settembre prossimo.

E’ necessario dunque che questo periodo di sospensione venga presto superato con la definizione protocolli operativi che coinvolgano le ditte sementiere, i produttori di fitofarmaci e le organizzazioni agricole, in modo da garantire sia gli apicoltori che le culture maidicole.

Giugno 2009