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 O.C.M. Vitivinicolo


NORME APPLICATIVE O.C.M. VITIVINICOLO

 

Visto il Reg. Ce n. 1493/1999 del Consiglio, del 17 maggio 1999, relativo all’organizzazione comune del mercato vitivinicolo, ed in particolare le norme previste al Titolo II°, Capi I, III e IV per quanto riguarda il potenziale produttivo, l'impianto di vigneti, le misure di ristrutturazione e riconversione e le disposizioni generali;

Visto il Reg. Ce n. 1227/2000, del 31 maggio 2000, che stabilisce modalità di applicazione del Reg. Ce n. 1493/99 in ordine al potenziale produttivo e in particolare le norme previste ai Capi I, III e IV;

Considerato che il Reg. Ce n. 1493/99 vieta l’impianto di vigneti con varietà come uve da vino fino al 31 luglio 2010 e che sono previste deroghe a tale divieto solo in forza dei seguenti diritti:

1.      diritti di nuovi impianti nell’ambito di misure di ricomposizione o di esproprio per motivi di pubblica utilità;

2.      diritti di nuovi impianti destinati alla sperimentazione viticola;

3.      diritti di nuovi impianti destinati alla coltura di piante madri per marze.

4. diritti di nuovo impianto per superfici i cui prodotti vitivinicoli sono destinati esclusivamente al consumo familiare;

5.  diritti di nuovo impianto per superfici destinate alla produzione di un v.q.p.r.d. o di un vino da tavola designato mediante un’indicazione geografica, qualora sia stato riconosciuto che la rispettiva produzione sia, a causa delle caratteristiche qualitative, largamente inferiore alla domanda;

6.  diritto di reimpianto.

7.  diritto di impianto prelevato da una riserva;

Visti gli artt. 2, 3, 4, 5 del Capo II del Reg. Ce n. 1227/2000 relativi alle condizioni di applicazione per la concessione dei diritti di impianto e di reimpianto;

Visto il DM 27 luglio 2000 recante: “Norme di attuazione del Reg. Ce n. 1493/99 e del Reg. Ce n. 1227/00 concernente l’organizzazione comune del mercato vitivinicolo” pubblicato sulla GU n. 184 dell' 8 agosto 2000, e in particolare gli articoli 3 e 4 che demandano alle Regioni la concessione dei diritti di nuovo impianto e di reimpianto e le relative modalità e procedure di autorizzazione;

Visto il paragrafo 2 dell’art. 3 dello stesso DM che fissa in 10 are la superficie massima impiantabile per la produzione di prodotti vitivinicoli destinati al consumo familiare;

Visto il paragrafo 2 dell’art. 4 dello stesso DM che autorizza le Regioni ad avvalersi della facoltà di concedere il reimpianto anticipato, secondo quanto previsto all’art. 4, paragrafo 2 del reg. Ce n.1227/2000;

Visto l’art. 5, paragrafo 1 del Reg. Ce n. 1493/99 con cui la Commissione stabilisce la creazione di riserve nazionali o regionali dei diritti di impianto;

Visto l’art. 5 del sopracitato DM che stabilisce che le Regioni istituiscano le riserve regionali dei diritti e stabiliscano i criteri di assegnazione, e gli eventuali importi dovuti, per gli imprenditori a cui sono stati concessi diritti prelevati dalla riserva regionale per l’impianto di vigneti la cui produzione abbia sicure possibilità di essere commercializzata;

Visto il paragrafo 6 dell’art. 6 dello stesso DM che limita la validità di un diritto di reimpianto alla quinta campagna successiva a quella in cui ha avuto luogo l’estirpazione;

Visto l’art. 2, paragrafo 3 del Reg. Ce n. 1493/99 che concede la possibilità di utilizzare le deroghe previste per regolarizzare le superfici vitate impiantate contravvenendo alle disposizioni del Regolamento Cee n. 822/87;

Richiamato il Decreto Legislativo recante “ Disposizioni sanzionatorie del Reg. Ce n. 1493/99 relativo all’organizzazione comune del mercato vitivinicolo” e in particolare l’articolo 2 “violazioni in materia di potenziale vitivinicolo”, par.3 che stabilisce ai punti a) e b) che le Regioni fissino gli importi dovuti dai produttori;

Considerato che per l’applicazione delle deroghe previste all’art. 2, paragrafo 3 del Reg. Ce n. 1493/99, in merito alla possibilità di commercializzare i vini prodotti da vigneti impiantati anteriormente al 1° settembre 1998 contravvenendo a quanto disposto dal Reg. Cee n. 822/87, il DM del 27 luglio 2000 sopra citato prevede che le domande di regolarizzazione siano presentate alle Regioni a partire dal primo agosto 2000 e che dalla data della presentazione della domanda, secondo quanto previsto dall’art. 2 del Reg. Ce n.1227/00, la produzione di tali superfici possa essere regolarmente commercializzata;

Visto l’art. 11 del Reg. 1493/99 in merito agli aiuti comunitari previsti per la ristrutturazione e la riconversione dei vigneti;

Considerato che il DM del 27 luglio 2000 sopra citato stabilisce che ai fini dell’applicazione delle misure di sostegno comunitario previste per la ristrutturazione e la riconversione dei vigneti le Regioni approvino un piano di interventi e fissino le procedure e le disposizioni per la predisposizione, l’approvazione, la realizzazione e il controllo della corretta esecuzione dei progetti presentati;

Visto l’art.1 del DM recante “Norme per l’attuazione del regolamento (CE) n. 1493/99- inventario delle superfici vitate” ove si stabilisce che le persone fisiche e giuridiche che coltivano vigneti sono obbligate a presentare le dichiarazioni delle superfici vitate entro il 31 marzo 2001;

Visto l’art. 4 dello stesso DM ove si stabilisce che la presentazione della dichiarazione delle superfici vitate costituisce il presupposto per l’accesso alle misure di mercato e strutturali previste dalla normativa comunitaria e che le stesse dichiarazioni sono valide ai fini delle iscrizioni delle stesse negli albi dei vigneti DOCG, DOC e negli elenchi delle vigne IGT;

Vista la definizione di superficie vitata come riportata all’art. 6 del DM sopra citato;

Visto l’art. 9 dello stesso DM che stabilisce che le Regioni istituiscano e gestiscano un sistema di verifica e controllo del potenziale viticolo;

Vista la l.r. n. 11 del 4 luglio 1998 di riordino delle competenze regionali e conferimento di funzioni in materia di agricoltura e in particolare:

1.  l’art. 3 (funzioni riservate alle Regioni) che riserva alla competenza regionale i compiti concernenti la formulazione degli indirizzi programmatici generali e settoriali e il coordinamento delle funzioni delegate e la relativa vigilanza; l’attuazione di programmi a dimensione o rilevanza regionale previsti in campo agricolo dalla normativa comunitaria, nazionale o regionale; la ricerca applicata le attività sperimentali e dimostrative;

2. l’art 7 par. 2 comma h) con cui vengono delegate alle Amministrazioni provinciali competenti l’istruttoria, l’accertamento e i controlli per l’erogazione di premi, integrazioni di reddito previsti dalle normative comunitarie, nonché gli interventi di mercato;

Vista la d.g.r. n. VII/960 del 03/08/2000 con le disposizioni attuative dello sviluppo rurale 2000-2006 e in particolare la misura U (3.21) inerente al finanziamento concesso per i trattamenti fitosanitari, l’estirpazione e il reimpianto di vigneti colpiti dalla Flavescenza dorata;

Considerato che è necessario, ai sensi di quanto disposto al Titolo III, art. 37 del Reg. Ce n. 1257/99 sul sostegno allo sviluppo rurale, garantire la coerenza tra le misure dello sviluppo rurale e quelle delle Organizzazioni di mercato, in particolare per quanto attiene al divieto di finanziamento di misure aventi medesima tipologia di intervento;

Considerato che è necessario, per quanto sopra richiamato, stabilire le norme e le modalità di applicazione delle disposizioni sancite dal Reg. Ce n.1493/99 e dal Reg. Ce n.1227/00 per quanto attiene al potenziale produttivo regionale, all’impianto di vigneti, alle misure di ristrutturazione e riconversione e alle misure generali di applicazione, secondo quanto riportato negli allegati n. 1, 2, 3, 4 formati rispettivamente da pagine 58, 5, 2, 1, che costituiscono parte integrante e sostanziale della presente deliberazione;

Considerato che è inoltre necessario incaricare la Direzione Generale Agricoltura affinché con atti del Direttore Generale definisca le procedure per l’applicazione operativa delle misure per cui non sono state ancora emanate dalla Commissione e dal Ministero le corrispondenti normative di applicazione;

Considerata la necessità di abrogare tutti gli atti regionali di applicazione del Reg. Cee n. 822/87 inerente all’organizzazione comune del mercato vitivinicolo, in vigore fino al 1° agosto 2000, e in particolare la d.g.r. n. 29845 del 15 luglio 1997 concernente “Approvazione criteri e modalità per il trasferimento del diritto di reimpianto dei vigneti - Reg. Cee n. 822/87 art. 7 comma II” e la relativa d.g.r. di rettifica n. 6/32727 del 28 novembre 1997 di pari oggetto, nonché il punto 4 (vigneti abbandonati) dell’allegato alla DGR 3 agosto 2000 n. VII/904, in quanto materia ricompresa nel presente atto;

Dato atto che il gruppo di lavoro regionale, istituito con d.d.g. n. 8585 del 04/02/00 e costituito da rappresentanti della Direzione Generale Agricoltura, delle OO.PP, dei Consorzi di tutela dei vini DOC, degli Stap e delle Province ha positivamente valutato i contenuti del presente atto;

Ad unanimità dei voti espressi nelle forme di legge

DELIBERA

Recepite le premesse che formano parte integrante del presente atto:

1)  di istituire la riserva regionale dei diritti secondo quanto riportato nell’allegato n. 1 “Diritti di impianto”, formato da n. 58 pagine, che costituisce parte integrante e sostanziale della presente deliberazione;

 

2)  di concedere l’autorizzazione all’impianto e reimpianto di vigneti, in deroga al divieto di impianto sancito dal Regolamento Ce n. 1493/99 fino al 31 luglio 2010, per le finalità e secondo le modalità applicative contenute nell’allegato n.1 “Diritti di impianto”di cui al comma precedente;

3) di applicare le deroghe previste dalla normativa comunitaria per la regolarizzazione delle superfici vitate impiantate anteriormente al 1° settembre 1998 contravvenendo alle disposizioni contenute nel Reg. Cee n.822/87, secondo le modalità previste dall’art.2, paragrafo 3 del Reg. Ce n. 1493/99, secondo quanto riportato nell’allegato n. 2 “Misure di regolarizzazione”, formato da n 5 pagine, che costituisce parte integrante e sostanziale della presente deliberazione e di comminare le relative sanzioni previste dalla vigente normativa;

4) di dare applicazione alle misure previste dal Reg. Ce 1493/99 per la riconversione e ristrutturazione dei vigneti, secondo quanto previsto dall’ allegato n. 3 “Misure di riconversione e ristrutturazione dei vigneti”, formato da n.2 pagine che costituisce parte integrante e sostanziale della presente deliberazione;

5) di incaricare il Direttore Generale Agricoltura affinché assuma con propri provvedimenti le procedure per l’applicazione operativa delle diverse misure previste dalla presente deliberazione e delle misure per cui la Commissione europea e il Ministero non abbiano ancora emanato le normative attuative corrispondenti;

6)  di applicare le sanzioni previste dal Regolamento Ce n. 1493/99 di estirpazione obbligatoria con spese a carico del produttore, e le relative sanzioni pecuniarie secondo quanto stabilito dalla vigente normativa , a coloro che abbiano impiantato un vigneto successivamente al 1°settembre 1998 con varietà di uve da vino senza rispettare le disposizioni delle normative comunitarie, nazionali e della presente deliberazione in merito all’esercizio dei diritti di impianto, secondo quanto stabilito nell’allegato n. 4 “Sanzioni”, formato da 1 pagina, che costituisce parte integrale e sostanziale della presente deliberazione.

7)  di abrogare la d.g.r. n. 29845 del 15 luglio 1997 concernente “ Approvazione criteri e modalità per il trasferimento del diritto di reimpianto dei vigneti - Reg. Cee n.822/87 art.7 comma II “ e la relativa d.g.r. di rettifica n. 6/32727 del 28 novembre 1997 di pari oggetto, e tutti gli atti regionali di applicazione del Reg. Cee n.822/87 inerente all’organizzazione comune del mercato vitivinicolo e il punto 4 (vigneti abbandonati) dell’allegato alla DGR 3 agosto 2000 n. VII/904;

8) di trasmettere al Ministero per le politiche agricole e all’AIMA il presente provvedimento per il seguito di competenza nei confronti dell’Unione Europea;

9)  di pubblicare la presente deliberazione e i relativi allegati sul Bollettino ufficiale della Regione Lombardia in quanto rilevante atto di programmazione.

 

                  IL SEGRETARIO


ALLEGATO N.1

 

DIRITTI DI IMPIANTO

DEFINIZIONI

Ai fini dell’applicazione della presente normativa si intende per:

Campagna viticola: la campagna di produzione con inizio il 1° agosto di ogni anno e termine il 31 luglio dell’anno successivo;

Potenziale produttivo aziendale: le superfici vitate presenti nell’azienda, impiantate con varietà classificate per la produzione di uve da vino e i diritti di impianto e di reimpianto posseduti;

Conduttore: la persona fisica o giuridica che , a qualunque titolo e secondo quanto previsto dal codice civile, conduce una superficie vitata. Il conduttore è il soggetto tenuto ad adempiere agli obblighi connessi alla presentazione della dichiarazione delle superfici vitate, delle eventuali misure di regolarizzazione richieste, delle domande di contributi e di tutte le variazioni del potenziale dell’azienda che conduce. Il conduttore è identificato attraverso il Codice Unico delle Aziende Agricole (CUAA), che deve essere sempre indicato in ogni richiesta o comunicazione effettuata. Il CUAA è il Codice Fiscale dell’impresa (che può coincidere con la Partita IVA) o, per le ditte individuali, il Codice Fiscale della persona.

Superficie vitata: Per superficie vitata si intende quella all’interno del sesto di impianto (da filare a filare e a da vite a vite) aumentata nelle fasce laterali e nelle testate della superficie realmente esistente al servizio del vigneto, e in particolare:

a) superficie vitata ricadente su un’intera particella catastale: in questo caso la superficie vitata da considerarsi è l’intera superficie catastale della particella, comprese le capezzagne presenti;

b) superficie vitata ricadente solo su una parte della particella catastale: in questo caso la superficie vitata da considerare è quella all’interno del sesto di impianto (da filare a filare e da vite a vite) aumentata nelle testate in misura del 50% del sesto di impianto, ovvero fino a un massimo di 3 metri per le aree di servizio, comprese le capezzagne qualora effettivamente esistenti;

c) superficie vitata di filari singoli: in questo caso la superficie vitata da considerare, per quanto attiene alle fasce laterali, è fino a un massimo di 1.5 metri per lato e di tre metri sulle testate per le aree di servizio, comprese le capezzagne qualora effettivamente esistenti.

Vigneto (unità vitata omogenea): impianto di viti con caratteristiche agronomiche e di coltivazione omogenee, impiantate senza alcuna interruzione fisica, coltivato da un unico conduttore, che interessa una o più particelle catastali o parti di esse, in ogni caso contigue.

Estirpazione: eliminazione totale dei ceppi.

Impianto: messa a dimora definitiva di barbatelle di vite o parti di barbatelle innestate o non innestate per la produzione di uve classificate per la produzione di vino, o per la coltura di piante madri per marze.

Diritto di impianto: autorizzazione all’impianto di un vigneto alle condizioni stabilite dalla presente normativa.

Diritto di reimpianto: autorizzazione, su una superficie equivalente in cultura pura a quella estirpata, a effettuare un impianto di viti, entro la quinta campagna successiva a quella in cui ha avuto luogo l’estirpazione regolarmente dichiarata. Il diritto è concesso anche nel caso in cui l’ertirpazione riguardi una superficie vitata, eventualmente non in produzione, dove sia individuabile il sesto di impianto e la presenza di viti, o di ceppi di viti, per almeno il 50% della superficie totale dell’unità vitata corrispondente;

Fallanze: quando le fallanze presenti all’interno di un vigneto sono inferiori al 10% delle piante potenzialmente presenti in quel vigneto, per la sostituzione o reimpianto delle stesse non è necessario richiedere un diritto di reimpianto, né dare comunicazione dell’avvenuta estirpazione.

Superficie irrigua : unità vitata sulla quale sia stato installato un impianto fisso di irrigazione; sono escluse le superfici in cui sono state eventualmente effettuate irrigazioni di soccorso.

1. RISERVA REGIONALE DEI DIRITTI

Con atto della Direzione Generale Agricoltura (di seguito definita DGA) è istituita la riserva regionale dei diritti, aggiornata con cadenza annuale.

Nella riserva confluiscono:

i diritti di nuovo impianto, i diritti di impianto o reimpianto, compresi quelli rilasciati ai sensi del Reg. Cee n. 822/87, non esercitati entro i termini prescritti;

i diritti di impianto nuovamente creati;

la parte eccedente della superficie dei diritti derivati dall’acquisto da parte di un produttore di un diritto di reimpianto ai sensi dell’art.2, paragrafo 6 lettera b) del reg. Ce n. 1493/99.

I diritti di impianto attribuiti a una riserva possono essere prelevati non oltre la fine della quinta campagna successiva a quella durante la quale sono stati assegnati alla stessa. I diritti di impianto non concessi entro tale periodo si estinguono.

I diritti di impianto prelevati dalla riserva devono essere esercitati entro la fine della seconda campagna successiva a quella in cui sono stati prelevati. Se tali diritti non vengono esercitati nei termini previsti, sono automaticamente riassegnati alla riserva regionale.

L’assegnazione dei diritti della riserva ai produttori è disposta con atto della DGA nel quale vengono definiti i criteri e le priorità di assegnazione, l’eventuale prezzo di cessione , tenuto conto di quanto disposto all’art. 5 paragrafo 3 lettere a) e b) del Reg. Ce n. 1493/99) e le modalità di presentazione delle domande.

2. DIRITTI DI NUOVO IMPIANTO

Le richieste di diritti di nuovo impianto devono essere inoltrate dal conduttore dell’azienda ai competenti uffici della DGA o alle Amministrazioni provinciali, secondo quanto riportato negli appositi modelli allegati . Le autorizzazioni all’esercizio dei relativi diritti sono concesse con atto della Direzione Generale Agricoltura nei casi e con le modalità di seguito elencati. Tali diritti devono essere esercitati entro la fine della seconda campagna successiva a quella in cui sono stati concessi; i diritti che generano un corrispondente diritto di reimpianto che non vengono esercitati in tale periodo sono automaticamente riassegnati alla riserva regionale, tutti gli altri si estinguono.

2.1 MISURE DI RICOMPOSIZIONE E ESPROPRIO

(presentazione delle domande alle Amministrazioni provinciali)

E’ autorizzata la concessione di diritti di nuovo impianto in caso di misure di ricomposizione o di esproprio per motivi di pubblica utilità, adottate in applicazione della normativa nazionale.

L’autorizzazione è concessa per una superficie pari al 105% della superficie oggetto delle misure di ricomposizione o di esproprio.

Istruttoria e controlli

Le Amministrazioni provinciali effettuano l’istruttoria e i controlli secondo quanto disposto dalla normativa vigente in tema di espropri e dalla presente deliberazione in merito all’esercizio di tali diritti e comunicano l’esito alla DGA, che provvede a rilasciare il diritto.

2.2 IMPIANTI DESTINATI ALLA PRODUZIONE DI PIANTE MADRI PER MARZE

(presentazione delle domande alla DGA)

I diritti per l’autorizzazione all’impianto di piante madri per marze è concessa unicamente ai vivaisti che hanno i requisiti previsti dalle norme che disciplinano la moltiplicazione del materiale vegetativo della vite (DPR n.1164/69) e limitatamente alle varietà iscritte al catalogo nazionale.

L’autorizzazione è inoltre subordinata al rispetto delle seguenti condizioni:

1)       sia assicurata la conduzione del fondo interessato all’impianto;

2)     l’uva prodotta da detti impianti deve essere distrutta prima della fase fenologica dell’invaiatura con l’eccezione della quantità necessaria per le verifiche ampelografiche e sanitarie; in alternativa i prodotti ottenuti da dette superfici possono essere messi i circolazione solo se destinati alla distillazione, da cui comunque non può essere distillato alcole con titolo alcolometrico volumico effettivo pari o inferiore a 80% vol;

3)    l’impianto deve essere estirpato entro l’inizio della campagna viticola successiva a quella in cui il vivaista comunica la cessazione del prelievo delle marze, le spese connesse all’estirpazione sono a carico del produttore. L’estirpazione di detti vigneti non genera alcun diritto di reimpianto. In alternativa il produttore può presentare domanda per l’assegnazione di un diritto prelevato dalla riserva o utilizzare un diritto di reimpianto, per poter produrre vino destinato alla commercializzazione.

L’estirpazione di un vigneto impiantato in virtù del presente capitolo non genera diritti di reimpianto.

I diritti di nuovo impianto per la produzione di marze concessi anteriormente al 1° agosto 2000 e le condizioni sull’uso di tali diritti restano validi durante il periodo di produzioni di tali piante. Dopo la fine del periodo di produzione si applica quanto disposto nei paragrafi 1, 2 e 3 sopra citati.

Presentazione delle domande, istruttoria e controlli

Le domande devono essere presentate alla DGA che provvede all’istruttoria e al rilascio del diritto. Alla domanda devono essere allegati:

1. copia delle visure catastali e delle planimetrie dei mappali su cui si intende effettuare l’impianto;

2. dichiarazione del conduttore che si impegna a non commercializzare i prodotti ottenuti , secondo quanto disposto dal precedente paragrafo 2, e a estirpare il vigneto o ad ottenere un diritto secondo quanto stabilito nel precedente paragrafo 3.

2.3 IMPIANTI DESTINATI ALLA SPERIMENTAZIONE

(presentazione delle domande alla DGA)

I diritti di nuovi impianti destinati alla sperimentazione sono concessi alle aziende vitivinicole, singole o associate, ai Consorzi di tutela, agli Enti e Istituzioni scientifiche che operano nel settore vitivinicolo e che intendono realizzare un progetto di ricerca o di sperimentazione.

La richiesta di autorizzazione deve essere corredata del progetto di sperimentazione che si intende attuare e che, oltre agli obiettivi e alla durata della sperimentazione, deve indicare anche il referente scientifico responsabile del progetto.

I prodotti ottenuti da un vigneto sperimentare non possono essere commercializzati o, se messi in circolazione possono essere destinati solo alla distillazione per la produzione di alcole con titolo alcolometrico volumico effettivo pari o superiore a 80%.

Al termine del periodo di sperimentazione il vigneto deve essere estirpato e le spese connesse sono a carico del produttore; tale estirpazione non genera alcun diritto di reimpianto. In alternativa il produttore può fare domanda per l’assegnazione di un diritto prelevato dalla riserva regionale, o utilizzare un diritto di reimpianto, per poter commercializzare la produzione.

L’ente responsabile del progetto è tenuto a trasmettere ogni anno entro il 31 dicembre una relazione sui risultati della ricerca in corso.

I diritti di impianto per sperimentazione e le relative condizioni d’uso, concessi anteriormente al 1° agosto 2000 sono validi per il periodo di autorizzazione concessa; tuttavia, al fine di effettuare un adeguamento amministrativo, solo per il primo anno di applicazione della presente normativa, il responsabile del progetto è tenuto a presentare entro il 31/12/2000 una dichiarazione in merito allo stato di avanzamento della ricerca alla DGA, che provvede a rilasciare una nuova autorizzazione ai sensi della normativa Ce e nazionale in vigore.

Presentazione delle domande, istruttoria e controlli

Le richieste devono essere presentate alla DGA corredate da:

1.    il progetto di sperimentazione con il nominativo del referente scientifico;

2.    le visure catastali e le planimetrie delle superfici oggetto dell’impianto;

3. la dichiarazione del richiedente sulla destinazione dei prodotti, che non possono essere messi in commercio ai sensi di quanto disposto dal precedente paragrafo, e l’impegno dello stesso all’estirpazione del vigneto, a sue spese, al termine della sperimentazione.

La DGA effettua l’istruttoria delle domande presentate e invia all’Amministrazione provinciale la richiesta dell’effettuazione dei controlli aziendali necessari per la verifica dell’idoneità delle superfici all’impianto. L’Amministrazione provinciale effettua il sopralluogo e invia l’esito alla DGA entro 60 giorni dal ricevimento della richiesta.

Il richiedente è tenuto ad esercitare il diritto entro le due campagne successive al rilascio dello stesso, e a comunicare l’avvenuto impianto all’Amministrazione provinciale entro 30 giorni dall’effettuazione dello stesso.

Il richiedente è tenuto inoltre ad inviare alla DGA ogni anno entro il 31 dicembre una relazione in merito ai risultati della sperimentazione .

2.4 PRODOTTI DESTINATI AL SOLO CONSUMO FAMILIARE

 (presentazione della notifica alle Amministrazioni provinciali – modello A)

I conduttori che impiantano una superficie vitata per il solo consumo familiare, devono darne comunicazione alle Amministrazioni provinciali (modello A) .La comunicazione deve riportare l’impegno del produttore a non commercializzare i prodotti ottenuti dalle superfici in oggetto, e l’autodichiarazione da cui si evinca che l’azienda condotta non ha superfici vitate, comprese quelle oggetto di notifica, superiori a 0.1 ettari.

2.5 DIRITTI DI IMPIANTO NUOVAMENTE CREATI

(presentazione delle domande alla DGA)

I diritti di nuovo impianto di cui all’art. 6 del Reg. 1493/99 sono assegnati ai produttori che ne facciano richiesta, secondo le seguenti modalità:

1) ai produttori che intendono avvalersi delle deroghe previste dal Reg. Ce n. 1493/99 art. 2, paragrafo 3, lettera b) per quanto attiene alla regolarizzazione delle superfici impiantate contravvenendo le disposizioni del Reg. Cee n. 822/87.

2)  ai produttori le cui superfici siano atte a produrre vini di qualità DOC e DOCG o IGT i cui prodotti siano largamente inferiori alle richieste del mercato.

Per quanto attiene alle modalità applicative del paragrafo 1 si rimanda a quanto previsto dal capitolo 5 inerente alle “Misure di regolarizzazione”.

Per quanto riguarda l’applicazione del paragrafo 2, le disposizioni applicative, in merito ai criteri di assegnazione e alle modalità di presentazione delle domande, saranno emanate dalla DGA con successivo atto.

3. DIRITTI DI REIMPIANTO

 ( presentazione delle domande alle Amministrazioni provinciali - modelli B, B1, B2, B3, B4,

B4 Flavescenza dorata, B5, B6 e modelli C, C1 e D, D1, D2, D3, D4, D5, D6 )

3.1 ESTIRPAZIONE REIMPIANTO

I diritti di reimpianto sono assegnati ai produttori che hanno estirpato una superficie impiantata a vite. Tali diritti devono essere esercitati nell’azienda per la quale sono stati assegnati; in deroga a tale obbligo i diritti di reimpianto possono essere parzialmente o totalmente trasferiti a un’altra azienda qualora:

a)  una parte dell’azienda interessata venga trasferita a un’altra azienda; in tal caso i diritti possono essere esercitati soltanto sulla superficie di quest’ultima nel limite della superficie trasferita;

b)  le superfici dell’azienda che acquista i diritti siano destinate alla produzione di vini DOCG o DOC o di vini a IGT o alla coltura di piante madri per marze.

Pertanto non è ammesso il trasferimento di diritti originati da un’estirpazione di uve atte a produrre vini da tavola verso superfici di analoga categoria produttiva;

Fermo restando quanto stabilito al precedente comma, al fine di garantire che il potenziale produttivo regionale non aumenti in virtù del trasferimento di diritti, il diritto acquistato può essere esercitato solo in superfici di categoria pari o superiore a quella della superficie espiantata; in caso di esercizio di un diritto acquistato fuori dall’ambito territoriale della Regione Lombardia i prodotti ottenuti dal vigneto reimpiantato devono essere rivendicati nelle categorie corrispondenti ( esempio: diritto originato dall’estirpazione di un vino da tavola può essere esercitato solo su superfici atte a produrre vini IGT o DOCG e DOC e i relativi prodotti devono essere rivendicati nelle rispettive categorie produttive).

Nel caso in cui il trasferimento avvenga da una superficie non irrigua verso una superficie irrigua (dotata di impianti di irrigazione stabili, pertanto è esclusa l’irrigazione di soccorso) è necessario applicare un coefficiente di riduzione pari al 20% della superficie trasferita.

I trasferimenti di diritti di reimpianto effettuati all’interno del territorio regionale devono essere registrati presso i competenti uffici del registro.

I diritti di reimpianto devono essere esercitati entro la fine della quinta campagna successiva a quella in cui ha avuto luogo l’estirpazione. I diritti di reimpianto non utilizzati entro tale periodo confluiscono automaticamente nella riserva regionale.

I diritti di impianto concessi in virtù del Reg. Cee n. 822/87 e ancora validi all’entrata in vigore della presente normativa, qualora non esercitati entro il periodo di validità, confluiscono automaticamente nella riserva regionale.

3.2 ESTIRPAZIONE E REIMPIANTO DI VIGNETI COLPITI DA FLAVESCENZA DORATA

L’estirpazione di un vigneto colpito dalla Flavescenza dorata, con corrispondente richiesta di contributo all’espianto o all’espianto e reimpianto secondo quanto stabilito dalla d.g.r. n.VII/960 del 3 agosto 2000, genera un corrispondente diritto di reimpianto. Tali diritti, nel caso di finanziamento al reimpianto, devono essere esercitati entro la data stabilita al punto 8.3 dell’allegato n. 11 della sopracitata deliberazione, mentre quelli generati dalla sola estirpazione oggetto di contributo devono essere esercitati entro la quinta campagna successiva a quella in cui è stata fatta la corrispondente estirpazione. In entrambi i casi i diritti non sono trasferibili e devono essere esercitati sulle superfici delle aziende da cui si sono generati.

I diritti che non vengono esercitati entro tali periodi sono automaticamente assegnati alla riserva regionale.

Presentazione delle domande, istruttoria e controlli

1. estirpazione e reimpianto all’interno della stessa azienda

I conduttori devono presentare la notifica di estirpazione e la contestuale richiesta di diritto di reimpianto (modello B) alle Amministrazioni provinciali competenti per territorio.

Alle domande di estirpazione devono essere allegati:

 

1.   le visure catastali e le planimetrie dei mappali che si intendono estirpare;

2.  l’impegno del conduttore a reimpiantare su una superficie di categoria pari o superiore a quella da cui il diritto è stato generato con varietà autorizzate dalla vigente normativa, specificando ogni singolo mappale impiantato e le relative varietà autorizzate;

3.   l’impegno del conduttore a effettuare il reimpianto entro la quinta campagna successiva a quella in cui ha avuto luogo la corrispondente estirpazione.

Se i diritti di reimpianto non risultano esercitati entro i termini stabiliti sono automaticamente riassegnati alla riserva regionale. I reimpianti effettuati entro la scadenza del diritto, senza la relativa comunicazione, sono a tutti gli effetti irregolari e soggetti quindi all’estirpazione coatta e alla sanzione pecuniaria prevista dalla vigente normativa.

Le Amministrazioni provinciali, dopo aver ricevuto la richiesta di estirpazione, effettuano entro 60 giorni dal ricevimento della domanda, il sopralluogo presso l’azienda per verificare l’effettiva esistenza del vigneto, la zona di classificazione (tavola, IGT, DOC e DOCG.) e l’eventuale presenza di sistemi di irrigazione. Il relativo verbale di accertamento preventivo (modello B1) deve essere inviato per conoscenza al conduttore, unitamente al modello B2 (dichiarazione di estirpazione) .

Il conduttore è tenuto ad effettuare l’estirpazione entro 6 mesi dalla data in cui è stato effettuato il sopralluogo e darne comunicazione all’Amministrazione provinciale entro 30 giorni dall’avvenuta estirpazione.

L’Amministrazione provinciale verifica con sopralluogo l’avvenuta estirpazione (modello B3), e provvede, entro 90 giorni dalla comunicazione di avvenuta estirpazione, a rilasciare il corrispondente diritto di reimpianto (modello B4 ) che viene inviato al conduttore unitamente al modello di notifica di avvenuto reimpianto (modello B5).

Il diritto di reimpainto deve riportare le rese di produzione delle rispettive superfici estirpate, ottenute, per i vini DOC, DOCG e IGT dai rispettivi disciplinari di produzione, e, per i vini da tavola, dalla resa media regionale di tali vini, che è determinata annualmente dalla DGA .

Il conduttore è tenuto a comunicare all’Amministrazione provinciale l’avvenuto impianto ( modello B5) entro 30 giorni dalla effettuazione dello stesso.

Per ogni campagna l’Amministrazione provinciale effettua un controllo a campione del 5% di tutte le superfici che sono state oggetto di reimpianto per quella campagna (modello B6).

1.2 estirpazione o estirpazione e reimpianto di vigneti colpiti da Flavescenza dorata

Alle domande (modello B) devono inoltre essere allegati:

1.  le visure catastali e le planimetrie dei mappali che si intendono estirpare;

2.  l’impegno del conduttore a reimpiantare su una superficie di categoria pari o superiore a quella da cui il diritto è stato generato, secondo quanto disposto al precedente punto 3.1 (solo nel caso di estirpazione e reimpianto);

3.  copia del modello unico della domanda di contributo (secondo quanto previsto dall’allegato n. 11 della d.g.r. VII/960 del 3 agosto 2000);

4. la certificazione attestante la presenza della malattia, secondo quanto previsto dall’allegato 11 della d.g.r. citata al precedente punto.

L’Amministrazione provinciale entro 60 giorni dal ricevimento della domanda effettua il sopralluogo presso l’azienda per verificare l’effettiva esistenza del vigneto, la zona di classificazione e l’eventuale presenza di sistema di irrigazione e, se possibile, i sintomi della presenza della fitopatia e la percentuale di piante colpite. Il relativo verbale di sopralluogo (modello B1) deve essere inviato per conoscenza al conduttore, unitamente al modello B2 (dichiarazione di estirpazione del vigneto.

Il produttore è tenuto all’effettuazione dell’espianto entro 6 mesi dalla presentazione della domanda, comunque successivamente all’avvenuto sopralluogo dell’Amministrazione provinciale di cui al precedente punto e a darne comunicazione alla stessa (modello B2) entro 30 giorni dalla sua effettuazione.

L’Amministrazione provinciale verifica con sopralluogo l’avvenuta estirpazione (modello B3) e provvede entro 90 giorni dalla comunicazione di avvenuta estirpazione, a rilasciare il corrispondente diritto di reimpianto ( modello B4 Flavescenza dorata) che viene inviato al conduttore unitamente al modello di notifica di avvenuto reimpianto (modello B5).

Il conduttore è tenuto a comunicare all’Amministrazione provinciale l’avvenuto impianto

(modello B5) entro trenta giorni dall’effettuazione dello stesso. L’amministrazione provinciale, entro 60 giorni dalla comunicazione, effettua il sopralluogo per verificare l’avvenuto impianto (modello B6).

2. trasferimento del diritto di reimpianto

Le richieste di reimpainto (modello C ) effettuato in virtù di un diritto trasferito, devono essere presentate all’Amministrazione provinciale sul cui territorio si intende esercitare il diritto.

Alla domanda devono essere allegati:

1. le visure catastali e le planimetrie dei mappali sui quali il conduttore intende effettuare l’impianto;

2. la documentazione relativa alla trascrizione dell’atto di acquisto registrata presso l’ufficio del registro competente o, in caso di acquisti da Regioni che prevedono diversa forma di controllo, il documento equipollente;

3. la dichiarazione del conduttore che si impegna, in caso di acquisto del diritto fuori dall’ambito territoriale della Regione Lombardia, a rivendicare le produzioni ottenute dalle superfici in questione nell’ambito delle corrispondenti categorie produttive.

L’Amministrazione provinciale effettua il sopralluogo per verificare l’idoneità produttiva delle superfici oggetto della domanda (modello C1) e, entro 90 giorni dal ricevimento della domanda, comunica all’interessato il nulla osta all’effettuazione dell’impianto.

In caso di esercizio di diritti provenienti da altre Amministrazioni provinciali o regionali, l’Amministrazione provinciale è tenuta a richiedere all’Amministrazione che ha rilasciato il diritto la documentazione comprovante la validità del diritto che il conduttore intende esercitare, l’originale del diritto stesso o copia conforme e la documentazione relativa alla registrazione dell’atto presso l’ufficio del registro, o , per diritti provenienti da altre Regioni, documento equipollente.

Inoltre se l’estirpazione è avvenuta su una superficie non irrigua e l’impianto è previsto su una superficie irrigua, l’Amministrazione provinciale rilascia il nulla osta all’impianto per una superficie decurtata del 20% rispetto a quella estirpata.

Il diritto di reimpianto deve essere esercitato entro il termine di validità del diritto stesso, e comunque entro la quinta campagna successiva a quella in cui ha avuto luogo l’estirpazione.

 3.2 REIMPIANTO ANTICIPATO

(presentazione delle domande alle Amministrazioni provinciali – modelli D, D1, D2, D3, D4,D5,D6)

Possono essere rilasciati diritti di reimpianto anticipato ai conduttori che si impegnano a estirpare una superficie vitata prima della fine della terza campagna successiva a quella in cui tale superficie è stata piantata, a condizione che i produttori siano in grado di dimostrare di non possedere diritti di impianto, o non in numero sufficiente , per impiantare tutta la superficie interessata e che si impegni a stipulare una garanzia fideiussoria o bancaria a favore dell’Amministrazione provinciale competente per territorio, valida fino all’avvenuta estirpazione del vigneto e di valore pari al 110% del valore di riferimento del vigneto. Lo svincolo della garanzia è rilasciato solo dopo il sopralluogo di controllo dell’avvenuta estirpazione.

I valori di riferimento per il vigneto sono stabiliti in:

5.000 Euro /ha per superfici atte a produrre vini DOCG o DOC;

3.000 Euro /ha per superfici atte a produrre vini da tavola a IGT;

Non sono concessi diritti di reimpianto anticipato per superfici atte a produrre vini da tavola.

I diritti per il reimpianto anticipato devono essere esercitati nella stessa azienda per la quale sono stati assegnati. Tali diritti di reimpianto riguardano una superficie equivalente, in coltura pura, a quella in cui ha avuto o avrà luogo l’estirpazione.

Presentazione della domanda, istruttoria e controlli

Il conduttore che intenda avvalersi della possibilità del reimpianto anticipato deve fare domanda alle Amministrazioni provinciali competenti per territorio (modello D). Alle domande devono essere allegati:

1.  Le visure catastali e le planimetrie dei mappali che si intendono impiantare, e quelle inerenti alla superficie che sarà oggetto di espianto;

2. la garanzia fideiussoria originale, stipulata a favore dell’Amministrazione provinciale, per gli ettari o le frazioni di ettaro della superficie che sarà oggetto di estirpazione, valida fino al momento in cui sarà effettuata l’estirpazione;

3.   la dichiarazione del conduttore sulla destinazione delle uve in cui sia garantito che non sarà effettuata la commercializzazione contemporanea della produzione del vigneto che si intende estirpare e di quella proveniente dal nuovo impianto. Tale norma deve essere garantita attraverso l’assunzione dell’impegno a mettere in circolazione i prodotti vitivinicoli ottenuti dalle uve coltivate sulle superfici oggetto di nuovi impianti o, in alternativa quelli ottenuti dalle superfici che saranno oggetto di estirpazione, solo se destinati alla distillazione da cui non può essere distillato alcole con titolo alcolometrico volumico effettivo pari o inferiore a 80% vol.

4.  la dichiarazione del produttore con l’impegno ad effettuare l’estirpazione entro la terza campagna successiva all’impianto dandone comunicazione all’Amministrazione provinciale entro trenta giorni dall’avvenuto espianto.

5. la dichiarazione di non possedere diritti di reimpianto o non in numero sufficiente per impiantare tutta la superficie interessata.

L’ Amministrazione provinciale effettua l’istruttoria della documentazione e il sopralluogo aziendale entro 60 giorni dal ricevimento della domanda (modello D1). Se l’istruttoria è positiva l’Amministrazione provinciale rilascia al conduttore il diritto per l’effettuazione del reimpianto anticipato (modello D2). Dal momento del ricevimento di tale diritto il conduttore deve effettuare l’impianto entro i sei mesi successivi, dandone comunicazione scritta all’Amministrazione provinciale (modello D3) da inviare in allegato al modello D2 entro trenta giorni dall’effettuazione dell’impianto stesso, pena il decadimento del diritto stesso e il divieto di presentare una nuova domanda fino alla campagna successiva a quella in cui è stata presentata la domanda.

L’Amministrazione provinciale effettua il sopralluogo per verificare le caratteristiche dell’impianto realizzato (modello D4).

Entro la terza campagna successiva all’impianto il produttore deve effettuare l’estirpazione corrispondente, dandone comunicazione all’Amministrazione provinciale (modello D5) entro 30 giorni dall’effettuazione della stessa.

L’ Amministrazione provinciale verifica con sopralluoghi aziendali l’avvenuto espianto (modello D6) ed emana la liberatoria della garanzia fideiussoria entro 10 giorni dalla data del sopralluogo.

Nel caso in cui il conduttore non estirpi il vigneto che ha generato il diritto, lo stesso è considerato irregolare ai sensi della vigente normativa e pertanto soggetto sia all’estirpazione coatta a carico del conduttore, sia al pagamento delle sanzioni previste.

3.3 COMUNICAZIONI

Le Amministrazioni provinciali sono tenute a comunicare alla DGA i seguenti dati:

1)  le variazioni del potenziale produttivo per ogni campagna di riferimento entro 90 giorni dal termine della campagna stessa; le comunicazioni devono essere inviate informatizzate sul software specifico predisposto dal SIAN;

2)  i diritti che risultano non esercitati entro il termine di scadenza;

3)  le infrazioni alle norme comunitarie, nazionali e del presente atto in merito all’uso dei diritti di nuovo impianto o di reimpianto, entro 30 giorni dalla rilevazione dell’infrazione stessa.


ALLEGATO N. 3

 

RICONVERSIONE E RISTRUTTURAZIONE

 

Piano regionale

Obiettivi

La ristrutturazione e la riconversione dei vigneti ha l’obiettivo primario di adeguare la produzione alle richieste del mercato, attraverso la riconversione varietale, anche mediante sovrainnesto, la diversa collocazione del reimpianto o il miglioramento delle tecniche di gestione dei vigneti. Il regime non si applica invece per il rinnovo normale dei vigneti giunti al termine del loro ciclo produttivo. Per rinnovo normale si intende il reimpianto della stessa particella con la stessa varietà secondo lo stesso sistema di coltivazione.

Presentazione dei progetti

Al fine di operare un’ efficace programmazione territoriale i progetti di ristrutturazione possono essere presentati solo in forma collettiva e per unità di territorio omogenee dagli enti che si occupano di programmazione vitivinicola (Consorzi di tutela e/o cooperative e associazioni, Cantine sociali).

I progetti devono contenere:

1.  le indicazioni programmatorie individuate per il raggiungimento degli obiettivi definiti dal progetto stesso;

2. la descrizione delle principali problematiche della zona di riferimento, gli obiettivi e le strategie di intervento, le indicazioni tecnico-operative individuate per il raggiungimento degli obiettivi;

3. la dimensione e la durata del progetto, le scadenze annuali con le misure che intendono attuare e la corrispondente superficie interessata.

I progetti territoriali possono essere attuati attraverso la realizzazione di sottoprogetti che, nel rispetto delle linee generali definite dal progetto di zona, consentano di raggiungere obiettivi operativi specifici.

I progetti possono avere un periodo di esecuzione massimo di cinque anni.

Non sono ammessi progetti di ristrutturazione e riconversione al fine di ottenere superfici atte a produrre vini da tavola. Nel caso in cui il progetto comportasse l’estirpazione di viti atti a produrre vini da tavola e la ristrutturazione o riconversione comportasse un impianto di superfici atte a produrre vini a IGT o v.q.p.r.d., i corrispondenti diritti di reimpianto devono essere decurtati di una percentuale pari al 10% della superficie estirpata.

Inoltre nel caso in cui il reimpianto venga attuato su superfici irrigue e il diritto provenga da una superficie non irrigua, tale diritto deve essere decurtato di una percentuale pari al 20% della superficie estirpata.

I piani di ristrutturazione devono essere presentati alla DGA che effettua l’istruttoria e, in base alle dotazioni finanziarie e ai criteri di attuazione predisposti da successive normative comunitarie o nazionali, chiede agli enti che hanno presentato i progetti l’eventuale documentazione integrativa necessaria e stabilisce i criteri di priorità e le modalità di assegnazione dei contributi comunitari previsti, al fine di predisporre il piano regionale di ristrutturazione e riconversione.

Le attività di istruttoria e controllo dell’esecuzione dei progetti approvati sono effettuate dalle Amministrazioni provinciali competenti per territorio, secondo quanto disposto da un successivo atto della DGA.

ALLEGATO N. 4

SANZIONI

1. Regolarizzazione

a)  Se le domande presentate dai produttori ai sensi dell’allegato n. 2 “Misure di regolarizzazione” hanno esito negativo, è applicata una sanzione finanziaria di importo pari al 30% del valore di mercato del vino ottenuto da uve provenienti dalle zone interessate a partire dalla data di presentazione delle domande fino alla data di rigetto della stessa, oppure

b) il produttore è tenuto a mandare alla distillazione una quantità di vino equivalente al vino ottenuto da uve proveniente dalle zone interessate alla data di presentazione della domanda fino alla data in cui la domanda è stata respinta. Tuttavia non può essere distillato alcole con titolo alcolometrico volumico effettivo pari o inferiore all’80% vol.

2. Impianti irregolari

Le superfici piantate con varietà di viti classificate come varietà di uve da vino piantate a decorrere dal 1° settembre 1998, contravvenendo alle disposizioni sancite dal Reg. Cee 822/87, dal Reg. n. 1493/99 nonché da quanto disposto dalla presente deliberazione, sono estirpate e le spese connesse sono a carico del produttore interessato; il produttore è inoltre tenuto al pagamento delle seguenti sanzione secondo le modalità contenute dalla vigente normativa:

Le disposizioni attuative inerenti all’applicazione del presente capitolo saranno emanate con successivo atto.

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