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Le linee programmatiche del nuovo presidente

Intervista a Giovanni Daghetta - presidente CIA Lombardia

 

A rischio oggi sono gli stessi capitali delle imprese agricole. Occorre che la Cia faccia proposte dirette su fiscalità, riforma Pac e semplificazione burocratica

 

 

 

 

 

 

 

Il mercato agricolo della nostra penisola, profondamente incentrato sulle esportazioni, si trova a fare i conti con l'incapacità dell'Unione Europea di fare una politica monetaria, a causa della mancanza di una banca centrale unitaria. É pertanto necessario che anche l'Europa intraprenda azioni su questo versante

 

 

 

 

 

 

 

Bisogna fare in modo che ad Expo 2015 gli agricoltori si sentano padroni di casa e non ospiti al seguito di soggetti economici e finanziari

 

 insieme

 

Il perdurare delle difficoltà economiche in cui versa il paese influenza pesantemente anche il comparto agricolo, che perde sempre più competitività e reddito. L'aumento della produzione lorda vendibile registrata nel 2013 viene interamente ingoiato dai costi e dalla pressione fiscale e non serve a recuperare il calo di reddito avuto negli ultimi anni. A rischio oggi sono gli stessi capitali aziendali e la possibilità di agganciarsi a future riprese. Per questo è ormai urgente e improcrastinabile una efficace azione politica tale da capovolgere la prassi di questi anni, che ha visto l'agricoltura giocare principalmente di rimessa. Occorre invece che la Cia stessa faccia proposte per costruire una nuova e diversa fiscalità, per determinare le scelte sulla riforma Pac e il Psr e per promuovere una reale semplificazione burocratica”.

Sono i concetti chiave del programma di Giovanni Daghetta, nuovo presidente di Cia Lombardia.

La crisi che stiamo vivendo investe soprattutto i paesi europei, che vedono un'economia quasi in deflazione. Al contrario ci sono Stati, come la Cina e le “tigri” del Sud-Est asiatico in forte crescita”, spiega il presidente di Cia Lombardia. “Il mercato agricolo della nostra penisola, profondamente incentrato sulle esportazioni, si trova a fare i conti con l'incapacità dell'Unione Europea di fare una politica monetaria, a causa della mancanza di una banca centrale unitaria. Il livello di cambio tra euro e monete internazionali è spesso svantaggioso e pesa sul export. Anche all'interno dello stesso territorio comunitario ci troviamo in concorrenza con paesi terzi che esportano merci con cambi monetari più vantaggiosi. D'altronde nazioni come gli Stati Uniti, il Giappone e la Cina stanno prendendo misure efficaci per tutelare la propria moneta. É pertanto necessario che anche l'Europa intraprenda azioni su questo versante”.

Entrando nel dettaglio del programma Daghetta sottolinea anzitutto il fatto che in materia di fiscalità agricola la legge finanziaria 2014 lascia agli enti locali notevoli spazi di manovra. “E' quindi necessario inserirsi nel vuoto propositivo ed attivarsi per ottenere un carico fiscale sostenibile per le imprese del settore primario, tale anche da favorire un ricambio generazionale”.

Per quanto riguarda il Psr il presidente di Cia Lombardia esprime apprezzamento per il lavoro che sta attuando la Direzione generale agricoltura di Regione Lombardia. “Condividiamo la proposta di impegnare le risorse solo per le imprese agricole. Trovano anche il nostro consenso le misure anticipate per il 2014, come i bandi per i giovani e gli investimenti agroambientali”. Sulla riforma Pac Daghetta ritiene che occorra giocare un ruolo da protagonisti, non solo per quanto riguarda le scelte nazionali, come la definizione di agricoltore attivo, ma anche nell'applicazione del greening “che rischia di causare danni economici difficilmente compensabili, se non si individuano forme che non impoveriscano la produttività lorda vendibile aziendale”.

Sul versante della burocrazia il presidente di Cia Lombardia rinnova la richiesta di incentivare strumenti di semplificazione, come l'autocertificazione, privilegiando nel contempo i controlli a campione, piuttosto che quelli a tappeto.

Daghetta pone anche l'attenzione sull'importanza a livello regionale della strutturazione di distretti agricoli produttivi e di distretti multifunzionali.

Nel suo programma non mancano nemmeno i riferimenti a grandi temi di fondo come il contrasto al consumo di suolo o la tutela delle risorse naturali quali l'acqua e l'aria. “Siamo anche per sostenere”, ha aggiunto il presidente regionale Cia, “l'azione di Regione Lombardia volta a una ridefinizione della direttiva nitrati, che porti al ridimensionamento delle aree vulnerabili e delle responsabilità dell'agricoltura”.

Infine”, ha conclude Daghetta, “nel quadro delle azioni concrete a disposizione dell'agricoltura ci piacerebbe inserire anche Expo 2015, che le imprese agricole non hanno ancora percepito come opportunità. Per questo bisogna fare in modo che ad Expo 2015 gli agricoltori si sentano padroni di casa e non ospiti al seguito di soggetti economici e finanziari”.