Documenti

 

 

Torna al sommario

Suinicoltura

Nuovo crollo delle quotazioni dei suini 

Rimangono aperti i temi della valorizzazione e della differenziazione produttiva

Dopo la brevissima fase di crescita di fine 2008,  la suinicoltura sta vivendo una nuova stagione di forte crisi, aggravata nelle ultime settimane di maggio dalla psicosi generata  dalle vicende legate all'influenza Ah1n 1che ha colpito il Messico e altri Paesi che ha determinato una riduzione dei consumi (stimata nel 10%).

Nelle settimane successive alle notizie sulla "febbre suina", così per molto tempo si è chiamata inopportunamente e in maniera non fondata l'influenza Ah1n1, si è registrato una flessione anche del 17% delle macellazioni.

A cavallo della fine di maggio e di giugno il mercato dei suini da macello oscilla tra quotazioni che vanno da 1,07 a 1,035 euro al kg. Secondo le analisi sulle previsioni dei prezzi delle carcasse, condotte dall'Anas,  nel terzo trimestre 2009 si dovrebbe assistere a un recupero delle quotazioni in linea con le previsioni ottimistiche sulla "mini ripresa" del settore alimentare.

Sul tema dei prezzi resta però ancora oggetto di tensioni nella filiera, con la comparsa nei mercuriali delle menzioni di "non quotato", la difficoltà della fissazione dei prezzi camerali. Una difficoltà non ancora superata con l'istituzione della Commissione unica nazionale attiva a Reggio Emilia. A questo proposito gli allevatori chiedono un maggior coordinamento nell'ambito del sistema ufficiale di prezzi di Unioncamere, anche con uno sviluppo della Borsa merci telematica.

. Nella filiere qualità è necessario individuare programmi di produzione correlati alle effettive richieste del mercato, offrendo nel contempo valide alternative all'allevamento del suini pesante. Devono essere infatti sostenute azioni che sviluppino una filiera del suino medio pesante (130-135 kg), diversa dal circuito delle Dop, indirizzata all'industria delle carni fresche e per salumi di qualità.

Proprio per valorizzare la salumeria di qualità italiana serve una modifica del "decreto salumi" che, nella formulazione attuale, consente di definire come italiani prodotti realizzati con carni non italiane.

Sempre in tema di valorizzazione delle produzioni, gli allevatori sostengono la necessità di semplificare e di rendere meno onerosa la partecipazione al Consorzio del Gran suino padano Dop. Un circuito produttivo che valorizzato estendendo la denominazione Dop Gran suino padano ai salumi Igp prodotti esclusivamente con carni e triti certificati con la denominazione Dop.

Il sostegno alla qualità passa anche dall'avvio, da tempo sospeso, di un sistema di valutazione delle carcasse, attraverso un modello condiviso e con garanzie di terzietà.

Ogni azione sulla qualità deve essere accompagnata da attività di marketing e di promozione sui mercati nazionali ed esteri, introducendo anche modelli di relazioni tra la filiera, soprattutto con la parte distributiva, caratterizzati da un maggior equilibrio.

Nell'immediato resta aperta per gli allevatori di suini la questione del credito che necessita, come peraltro sostenuto anche nel Piano della filiera sottoscritto con il ministero delle Politiche agricole, di interventi urgenti. Per superare la crisi servono strumenti di agevolazione creditizia, anche con la prestazione di garanzie sussidiarie con costi e modalità d'accesso semplificate e meno onerose.

 

Giugno 2009