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Suinicoltura

Suini, a Brescia massimo impegno per riottenere l’accreditamento

Il Comitato Ue per la sanità animale revoca l’accreditamento alla Provincia di Brescia

Quando già sembrava che fosse possibile chiudere con l’emergenza “vescicolare” dal Comitato per la catena alimentare e la sanità animale è arrivata, lo scorso 9 gennaio, la decisione di sospendere l’accreditamento per la malattia vescicolare dei suini per la Provincia di Brescia.
Nella Bassa bresciana l’ultimo focolaio di vescicolare risale al 22 ottobre scorso. La Regione Lombardia ha nei mesi scorsi messo in atto un piano articolato per arginare l’emergenza con l’abbattimento di 150 mila suini; un provvedimento senza precedenti in Italia. Il costo dell’operazione è di circa 35 milioni: 20 milioni i danni diretti rimborsati dall’Asl, che deve essere liquidata dal Ministero, e 15 milioni di danni anticipati dalla Regione.
Valutando positivamente l’impegno della Regione e delle istituzioni sanitarie bresciane, il Ministero ha deciso di applicare le deroghe previste in questi casi, soprattutto per la movimentazioni dei suini per la macellazione, subordinandola ai risultati delle analisi virologiche eseguite dai veterinari Asl ed eseguite dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Brescia.
Entro il 23 febbraio è previsto un primo “sblocco” per 815 produttori suinicoli. Su pressante richiesta delle organizzazioni agricole lombarde l’assessorato regionale all’agricoltura, insieme ai servizi veterinari lombardi, si è attivato per fronteggiare la difficile situazione. 
Le deroghe concesse dal Ministero della Salute, sono giunte al termine di due intensi giorni di incontri tecnici trascorsi a Roma, al ministero delle Politiche Agricole e della Sanità. “Un grandissimo risultato - commenta l’assessore Beccalossi- poiché abbiamo spiegato ai Ministeri competenti quanto fosse penalizzante il provvedimento preso dalla Ue”. La Regione inoltre sta preparando un dossier (redatto dalle direzioni regionali Agricoltura e Sanità, dall’Istituto Zooprofilattico e dall’Asl di Brescia) da consegnare a metà febbraio al comitato veterinario Ue per chiedere che nella prossima riunione del 5 marzo a Bruxelles la provincia di Brescia venga definitivamente riaccreditata come indenne da vescicolare. 
La decisione inflitta agli allevamenti bresciani arriva in situazione di grave difficoltà per il comparto suinicolo, stretto tra la morsa della riduzione dei prezzi e l crescita dei costi di alimentazione e di allevamento, ben sintetizzata dai dati elaborati dall’Associazione nazionale allevatori suini che pubblichiamo nella tabella in basso.

Gennaio 2008


 

“Attività di informazione anno 2008 che sarà / è stata oggetto di richiesta di finanziamento sulla Misura 111 del Programma di Sviluppo Rurale 2007 - 2013 della Regione Lombardia, cofinanziato dall'Unione Europea attraverso il FEASR”