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Laghi di cava, una risorsa utile per le emergenze
Il "Progetto Cave" studia le potenzialità di questa risorsa idrica
In Lombardia sono presenti numerosi bacini estrattivi di cava, spesso la cui attività è cessata, dove la presenza di laghi, costituitosi a seguito dell'estrazione di sabbia o ghiaia, costituisce una preziosa riserva idrica. La disponibilità di volumi consistenti presenti nei numerosi laghi di cava può quindi rappresentare uno strumento sinergico per la gestione sostenibile della risorsa idrica, in particolar modo nei periodi di particolare siccità, in cui l’uso conflittuale della risorsa idrica rende indispensabile una gestione sostenibile e partecipata dell’acqua disponibile, secondo la recente normativa nazionale e comunitaria.
Per una valutazione più approfondita delle potenzialità dell'utilizzo dei bacini, è stato avviato il progetto Cave con lo scopo di valutare i potenziali usi della risorsa idrica disponibile attraverso lo sfruttamento dei laghi di cava in Provincia di Cremona. I progetto, promosso da Politecnico di Milano - Centro per lo sviluppo del Polo di Cremona, ha sviluppato, verificandoli con prove sperimentali, alcuni modelli matematici con diversi gradi di complessità per l’analisi del transitorio del lago di cava sottoposto a prelievo d’acqua.
La sperimentazione, condotta in provincia di Cremona, ha riguardato la cava ATE-g1 a Rivolta d’Adda in prossimità del fiume Adda, la cava ATE-g4 a Crema in prossimità del fiume Serio, e la cava ATE-g10 a Formigara. Attraverso uno studio pilota su queste cave, è stata sondata la possibilità e le modalità di utilizzo dei volumi idrici disponibili nei laghi di cava presenti nella provincia di Cremona (con l'intenzione poi di estendere i risultati ottenuti all'intero territorio provinciale e poi regionale) in caso di situazioni di emergenza idrica, attraverso la messa a punto di una metodologia interdisciplinare che considera un uso integrato della risorsa.
Con il Progetto Cave si è quindi definito:
- Il volume disponibile nei laghi di cava della Provincia di Cremona;
- le modalità di utilizzo dell’acqua con prove sperimentali;
- la procedura di domanda e concessione all’utilizzo delle acque di un lago di cava per integrazione irrigua di soccorso;
- gli strumenti e le linee guida con cui quantificare i parametri che definiscono la concessione stessa.
Il progetto, coordinato dal Dipartimento di Ingegneria Idraulica, Ambientale, Infrastrutture Viarie e Rilevamento (DIIAR) del Politecnico di Milano, ha visto il coinvolgimento numerosi Enti pubblici e privati, quali il Dipartimento di Elettronica e Informazione del Politecnico di Milano, il Dipartimento di Ecologia del Territorio dell'università di Pavia, il Settore Ambiente della Provincia di Cremona. L'attività di ricerca è stata sostenuta dalle Direzioni generali Agricoltura, Qualità dell’Ambiente e Reti e Servizi di pubblica utilità e Sviluppo sostenibile della regione Lombardia, il Progetto Cave è stato, inoltre, supportato dall’ Autorità di Bacino del fiume Po, dall’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Regione Lombardia, dai Consorzi di Bonifica e Irrigazione della provincia di Cremona e dalla F.lli De Poli srl.
Il censimento delle cave presenti sul territorio della Provincia di Cremona ha individuato 53 laghi di cava potenzialmente utilizzabili per irrigazione di soccorso, con un volume potenzialmente utilizzabile di 14'595'000 metri cubi. Dalla valutazione sono state escluse le cave cessate, con una superficie complessiva di 545’573 metri quadrati, per le quali non sono note le caratteristiche necessarie. Il progetto ha dimostrato la possibilità di utilizzare con successo una parte delle acque di cava, nei periodi di emergenza irrigua, con una procedura regolata da un apposito protocollo di concessione, basato sul principio di mitigare alla fonte gli effetti indesiderati che possono essere indotti dal prelievo. Le prove sperimentali condotte sulle cave pilota hanno permesso di definire delle linee guida sulla realizzazione dell’impianto di prelievo e sulla implementazione dei modelli matematici necessari per l’analisi di dettaglio degli effetti del prelievo dalla cava.
E' già disponibile in rete la relazione finale del progetto che sarà presentata il 14 ottobre a Cremona (vedi locandina)
Settembre 2009