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Risorse idriche

Fiume Po, in elaborazione il Piano di Gestione del distretto idrografico

Al centro la qualità delle acque 

Il fiume Po rappresenta anche per la Lombardia un'importante risorsa ambientale ed idrica, inserita nel contesto dell'utilizzo plurimo delle acque sancito dal Patto per l'Acqua.

L'Autorità di bacino del fiume Po ha avviato l'elaborazione  dei contenuti e gli obiettivi dei Piani di Gestione all’interno del distretto idrografico di appartenenza. Nel distretto idrografico del fiume Po, le attività previste sono realizzate insieme al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM), alle Regioni del distretto e alla Provincia Autonoma di Trento. 

A livello nazionale, il D. Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 recante Norme in materia ambientale,  ha recepito la Direttiva 2000/60/Ce, ha suddiviso il territorio nazionale in Distretti idrografici (tra questi il distretto idrografico padano) e ha previsto per ogni Distretto la redazione di un Piano di Gestione, attribuendone la competenza alle Autorità di Distretto idrografico. In attesa della piena operatività dei distretti idrografici, la Legge 27 febbraio 2009, n. 13 recante Misure straordinarie in materia di risorse idriche e di protezione dell’ambiente ha previsto che l’adozione dei Piani di gestione di cui all’art. 13 della Direttiva 2000/60/CE sia effettuata dai Comitati Istituzionali delle Autorità di bacino di rilievo nazionale, sulla base degli atti e dei pareri disponibili, entro e non oltre il 22 dicembre 2009.

Il punto di partenza del processo di elaborazione del Piano è costituito dagli strumenti di pianificazione vigenti a livello distrettuale e sub distrettuale: in particolare i Piani di Tutela delle Acque regionali per quanto riguarda la tutela e gestione della risorsa idrica e il Piano per l’Assetto Idrogeologico per quanto riguarda gli aspetti di gestione del rischio alluvionale e di tutela dell’ambito fluviale.

Come presentato nel corso dell'incontro pubblico che si è tenuto, per la Lombardia, a Milano il 17 settembre, le tappe per la redazione e l'applicazione del Piano di Gestione sono così sintetizzate (tra parentesi il riferimento normativo alla Direttiva 2000/60/Ce):

2009 – Approvazione del Piano di gestione (art. 13)

2010 – Implementazione di politiche dei prezzi atte a favorire l’uso sostenibile delle risorse idriche (art. 9)

2012 – Applicazione di tutte le misure previste dal Piano di gestione (art. 11)

2015 – Raggiungimento degli obiettivi ambientali (art. 4)

Per valutare l'importanza del Piano di Gestione va ricordato che in Lombardia si è passati dai 47 corpi idrici significativi (tra fiumi, laghi e canali) individuati nel Ptua ai:

• 668 corpi idrici fluviali;

• 56 corpi idrici lacustri;

• 22 corpi idrici sotterranei.

Le elaborazioni già disponibili del Piano riguardano anche lo stato della qualità delle acque che interesse in maniera particolare il settore agricolo e zootecnico della Lombardia, anche in funzione della Direttiva nitrati. 

Complessivamente lo stato delle acque lombarde è soddisfacente, soprattutto di quelle sotterranee, mentre le acque lacustri e superficiali evidenziano in molte situazioni livelli di inquinamento allarmanti.

Per ciascun corpo idrico, il Piano indica conseguimento dei seguenti obiettivi :

-Per le acque superficiali: impedire il deterioramento della qualità, raggiungere e mantenere un certo stato qualitativo, cessare o ridurre l’inquinamento da sostanze prioritarie;

-Per le acque sotterranee: impedire il deterioramento della qualità, raggiungere e mantenere un certo stato qualitativo, prevenire o limitare l’ingresso di inquinanti, individuare le tendenze significative al peggioramento.

Per la Lombardia i dati sono disponibili nella relazione di Elena Brivio della Dg Reti, Servizi di Pubblica Utilità e Sviluppo Sostenibile, Regione Lombardia presentata nell'incontro del 17 settembre.

Settembre 2009