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Lago d'Idro, l'accordo fa ancora discutere
Organizzazioni agricole e consorzi irrigui non escludono azioni legali
Nonostante le rassicurazioni della
Regione Lombardia, per tutte le rappresentanze degli utilizzatori delle risorse idriche del bacino del Chiese rimangono forti perplessità sulle possibili ricadute derivanti dall’accordo di programma per la valorizzazione del lago d’Idro.
L’incontro con le direzioni generali regionali dell’Agri-coltura e della Protezione civile, che si è tenuto a Brescia nelle scorse settimane, non ha dato le risposte attese dalle organizzazioni agricole bresciane e mantovane e dai consorzi irrigui dell’asta del Chiese.
Oltre alla questione non secondaria del metodo - l’accordo è stato raggiunto con i soli comuni lacuali senza alcun coinvolgimento degli altri soggetti - le assicurazioni sul mantenimento dei volumi per l’irrigazioni non sembrano bastare.
Come ha sottolineato Aldo Gritti, vicepresidente della Cia di Brescia, rimangono ancora aperti i dubbi e gli interrogativi sulla reale gestione dei quantitativi d’acqua disponibile, sia durante la vigenza dell’accordo sia al termine dei lavori.
I tecnici dei consorzi irrigui hanno evidenziato che i vincoli tecnici e l’ambiguità di alcuni contenuti dell’accordo non garantirebbero una gestione sostenibile delle risorse per l’irrigazione.
La richiesta unanime è quella di un sorta di “accordo nell’accordo” che dia maggiori garanzie all’utenza agricola e consortile nell’asta del Chiese, anche con il coinvolgimento delle amministrazioni comunali interessate dal punto di vista della sicurezza idraulica.
Dal canto suo la Regione Lombardia difende le modalità di raggiungimento dell’accordo con l’antico adagio macchiavellico del fine che giustifica il mezzo.
Le opere sull’Eridio sono considerate improrogabili per ragioni di sicurezza idraulica, come più volte sollecitato dal Servizio Dighe Italiano. Da qui, come ha sottolineato il direttore della Dg Protezione civile Paolo Baccolo, l’esigenza di un accordo per consentire di utilizzare i fondi già deliberati dal Cipe a rischio perenza, superando le forti ostilità delle comunità locali.
L’impegno della Regione è di una consultazione periodica per analizzare gli aspetti tecnici e gestionali della complessa vicenda che interessa migliaia di aziende agricole e decine di comuni della provincia di Brescia e di Mantova.
Intanto, i consorzi irrigui e le organizzazioni agricole non hanno escluso il ricorso ad azioni legali, anche se l’auspicio è quello del raggiungimento di un’intesa che consenta una gestione non conflittuale.
(Di.Ba.)
Novembre 2008
Lago d’Idro, accordo di programma con i comuni rivieraschi. Preoccupazione per i riflessi sugli utilizzi irrigui
Con la Dgr n.8/7418 del 13 giugno 2008 la Regione Lombardia ha deliberato di promuovere un accordo di programma per la valorizzazione del Lago d'Idro, al fine di ripristinare idonee condizioni di sicurezza e di valorizzazione turistica per i comuni di Anfo, Bagolino ed Idro, direttamente interessati dalla gestione del lago.
L’accordo potrebbe prevedere il riconoscimento dell'Eridio come lago naturale, con un prelievo massimo di 1,30 metri. Questa ipotesi preoccupa fortemente il settore agricolo delle aree interessate dalle captazioni di acqua dal fiume Chiese. “Pur reputando -si legge in una nota congiunta di Cia,
Confagricoltura e Coldiretti- di fondamentale importanza il raggiungimento di un accordo con i comuni lacustri in ordine alle problematiche di sicurezza e valorizzazione del lago, consideriamo che l'intesa non possa prevedere modifiche ai regolamenti vigenti per la gestione del lago d'Idro - sulla cui validità si è peraltro più volte espressa la stessa Regione- senza il necessario coinvolgimento delle parti interessate che tenga conto delle legittime esigenze di tutti gli utilizzatori”. Sono infatti circa 7.000 le aziende agricole che operano all'interno del Comprensorio della pianura orientale bresciana, a forte vocazione cerealico-zootecnica. “E' necessario quindi -scrivono i tre presidenti regionali delle organizzazioni agricole- un pieno coinvolgimento delle rappresentanze agricole nell'elaborazione delle scelte e della programmazione dell'utilizzo delle importanti risorse idriche rappresentate dal bacino del lago d'Idro”.
Luglio 2008