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Pac, presentate le proposte della Commissione Ue - Obiettivo: le nuove regole a partire già dal 2009 

Tra le indicazioni basta con gli aiuti accoppiati e set-aside obbligatorio, modulazione più elevata, fine delle quote latte nel 2015

Non sarà una vera e propria riforma complessiva della Politica agricola comune, come tengono a sottolineare a Bruxelles, ma è fuori dubbio che i cambiamenti delineati dalla Commissione non sono certo di poco conto.
Dopo la fase iniziale avviata lo scorso novembre, la Commissione mantiene i suoi tempi e il 20 maggio scorso ha presentato le sue proposte legislative. L’obiettivo dichiarato da sempre è di arrivare all’approvazione dei regolamenti entro la fine del 2008. Dal 2009, con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, l’iter legislativo dei regolamenti vedrebbe infatti un maggior ruolo del parlamento europeo con l'inevitabile allungamento dei tempi. 


Dunque, se tutto procede come negli intenti della Commissione, dopo l’accordo del Consiglio previsto per ottobre, entro dicembre i nuovi indirizzi comunitari in tema di politica agricola saranno legge.


La Commissione europea, con il documento presentato il 20 maggio, “ha proposto -si legge nel comunicato ufficiale- di ammodernare, semplificare e snellire ulteriormente la politica agricola comune, liberando gli agricoltori dalle rimanenti pastoie affinché possano soddisfare la crescente domanda di prodotti alimentari”. La cosiddetta "valutazione dello stato di salute della Pac" “spezzerà ancor più il legame -sostiene la Commissione- tra pagamenti diretti e produzione, consentendo agli agricoltori di rispondere ai segnali del mercato con la massima libertà”. 


Le proposte, se non verso una riforma radicale, vanno comunque a introdurre novità importanti: l'abolizione della messa a riposo dei seminativi, il graduale aumento delle quote latte fino alla loro scomparsa nel 2015 e un'attenuazione dell'intervento sui mercati. La Commissione propone anche di aumentare la modulazione, ossia il meccanismo attraverso vengono decurtati i pagamenti diretti (costituiti dai cosiddetti titoli) in modo da trasferire risorse finanziarie al Fondo per lo sviluppo rurale. “Questo trasferimento di fondi consentirà di affrontare meglio le nuove sfide e opportunità con cui deve fare i conti l'agricoltura europea, dai cambiamenti climatici a una migliore gestione delle risorse idriche e alla protezione della biodiversità”, così si è espresso Daniele Bianchi, autorevole funzionario del gabinetto della commissaria Fischer Boel, durante la presentazione che si è tenuta a Milano.


“La valutazione dello stato di salute non è altro che un modo per affrancare gli agricoltori affinché possano soddisfare la domanda in aumento e rispondere rapidamente alle sollecitazioni del mercato -ha dichiarato Mariann Fischer Boel, commissaria per l'Agricoltura e lo Sviluppo rurale- prefiggendosi anche di semplificare, snellire e modernizzare la Pac, offrendo ai nostri agricoltori gli strumenti adatti per gestire le nuove sfide cui devono far fronte, come i cambiamenti climatici”.


Vediamo quali sono, capitolo per capitolo, le principali proposte che ora passano al vaglio del Consiglio dei ministri agricoli dei paesi comunitari.

Abolizione della messa a riposo: la Commissione propone di abolire l'obbligo del set-aside, il cosiddetto ritiro obbligatorio. I titoli assegnati come titoli da ritiro verranno tramutati in titoli ordinari


Estinzione graduale delle quote latte: sulle quote latte la posizione della Commissione non cambia: il regime cesserà, come già previsto dai regolamenti in vigore, nel marzo del 2015. Per favorire una “uscita morbida”, la Commissione propone cinque maggiorazioni annuali delle quote nella misura dell'1% tra il 2009/10 e il 2013/14. 
Altre ipotesi, come quella della compensazione a livello europeo, sono per il momento tutte scartate.


Disaccoppiamento degli aiuti: la riforma della Pac aveva “disaccoppiato” gli aiuti diretti corrisposti agli agricoltori, cioè i pagamenti non erano più vincolati alla produzione di un particolare prodotto. Nondimeno, alcuni Stati membri avevano scelto di mantenere una parte dei pagamenti “accoppiati” (cioè vincolati alla produzione). Ora la Commissione propone di abolire i rimanenti aiuti accoppiati e di integrarli nel regime di pagamento unico (Rpu), ad eccezione dei premi per le vacche nutrici, le pecore e le capre, per i quali gli Stati membri possono mantenere gli attuali livelli di aiuto accoppiato.
Abbandono del modello storico: in alcuni Stati membri gli agricoltori percepiscono aiuti calcolati in funzione dell'importo ricevuto durante un periodo di riferimento, mentre in altri i pagamenti sono calcolati su base regionale e per ettaro. Con l'andare del tempo, il modello storico diventa -a giudizio della Commissione- sempre più difficile da giustificare, per cui si propone di autorizzare gli Stati membri a forfettizzare i regimi di aiuti. 
Proroga del regime semplificato: dieci dei dodici nuovi Stati membri dell'Ue applicano il regime semplificato di pagamento unico per superficie (Rpus).
Quest'ultimo dovrebbe cessare nel 2010, ma la Commissione propone di prorogarlo fino al 2013. 


Condizionalità: l'erogazione di aiuti agli agricoltori è condizionata al rispetto di determinati vincoli ambientali, di benessere animale e di qualità alimentare. Gli agricoltori che non rispettano tali norme possono incorrere in una riduzione degli aiuti. Questo sistema, noto come "condizionalità", sarà semplificato, ritirandone gli obblighi che non sono pertinenti o che ricadono sotto la normale responsabilità dell'agricoltore. Saranno aggiunti nuovi requisiti per salvaguardare i benefici ambientali del regime della messa a riposo e per migliorare la gestione idrica. 
Sostegno ai settori con problemi specifici: attualmente gli Stati membri possono trattenere, per settore, il 10% dei massimali di bilancio nazionali applicabili ai pagamenti diretti, da destinare a misure ambientali o al miglioramento della qualità e della commercializzazione dei prodotti del settore in questione. La Commissione intende rendere questo strumento più flessibile: le risorse finanziarie non dovranno più essere speso necessariamente nello stesso settore, ma potrà servire ad aiutare i produttori di latte, carni bovine o carni ovine e caprine in regioni svantaggiate, oppure a sovvenzionare misure di gestione dei rischi quali polizze di assicurazione contro le calamità naturali e fondi comuni di investimento per le epizoozie; il regime diventerebbe accessibile anche ai paesi che applicano l'Rpus.


Storno di fondi dagli aiuti diretti allo sviluppo rurale: attualmente, tutti gli agricoltori che ricevono più di 5.000 euro l'anno di aiuti diretti si vedono detrarre il 5%, quota che viene devoluta al bilancio dello sviluppo rurale. La Commissione propone di aumentare questa percentuale al 13% entro il 2012. Le grandi aziende agricole subirebbero ulteriori tagli (un 3% in più per i beneficiari di aiuti eccedenti un totale annuo di 100.000 euro, 6% per oltre 200.000 euro e 9% per oltre 300.000 euro). I fondi così ottenuti potranno essere utilizzati dagli Stati membri a sostegno di programmi in materia di cambiamenti climatici, energie rinnovabili, gestione delle risorse idriche e biodiversità. 


Meccanismi d'intervento: le misure di contenimento dell'offerta non debbono frenare la capacità degli agricoltori di rispondere ai segnali del mercato. La Commissione propone di abolire l'intervento per il frumento duro, il riso e le carni suine, di azzerarlo per i cereali da foraggio e di assoggettarlo ad una procedura di gara per il frumento panificabile, il burro e il latte scremato in polvere. 


Limiti ai pagamenti: gli Stati membri dovrebbero applicare una soglia minima di pagamento di 250 euro per azienda o una superficie minima di 1 ettaro, o entrambe. (Di.Ba.)

Maggio 2008


“Attività di informazione anno 2008 che sarà / è stata oggetto di richiesta di finanziamento sulla Misura 111 del Programma di Sviluppo Rurale 2007 - 2013 della Regione Lombardia, cofinanziato dall'Unione Europea attraverso il FEASR”