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Pac, le decisioni finali il 19 novembre 

A metà novembre il Consiglio dei ministri agricoli deciderà il futuro della Pac

Il 19 novembre sarà una data cruciale per il negoziati sullo Stato di Salute della Pac. Il Consiglio dei Ministri di fine settembre ha infatti fissato il calendario aggiornato che prevede un allungamento del Consiglio di novembre per arrivare all’adozione delle proposte della Commissione il 19 novembre (inizialmente era previsto il 17 e 18). Questo anche per consentire al Parlamento europeo di adottare la sua relazione. 
Avanzano intanto i negoziati tecnici e politici in vista dell’adozione del pacchetto legislativo della Commissione europea relativo alla verifica dello Stato di Salute della Pac. Nel contempo, anche il Parlamento europeo sta cercando di giungere, entro il prossimo mese di novembre, alla definizione della propria posizione con l’adozione della relazione del parlamentare Capoulas Santos.
Nelle scorse settimane si sono tenute 27 riunioni bilaterali tra Presidenza del Consiglio, Commissione e singoli ministri per consentire a questi ultimi di presentare le tre priorità nazionali e alla Commissione di verificare imargini per un compromesso sulle questioni politiche essenziali. 
A detta di tutti gli osservatori, i punti che fino all’ultimo minuto del negoziato saranno in bilico riguardano principalmente la modulazione, le quote latte e il nuovo quadro applicativo dell’ex articolo 69. Su quest’ultimo punto, tuttavia, una novità sembra già essere data per acquisita: l’allargamento del campo di applicazione del regime delle assicurazioni per i raccolti anche alle malattie animali.
Quote latte
Sulle quote latte rimane un’incertezza totale con richieste che, come ha ricordato la Commissaria Fischer Boel, vanno dal mantenimento dell’attuale sistema ad un aumento immediato del 10% chiesto dall’Italia. 
Soglie di pagamento
Una novità sembra data per assodata: riguarda le soglie minime di pagamento (le somme al di sotto delle quali l’aiuto Pac non verrebbe erogato). Oltre al limite originario della proposta della Commissione europea (250 euro o 1 ettaro), viene proposto un metodo di calcolo per coefficienti che consentirebbe agli Stati membri che lo desiderano di andare oltre tale limite, tuttavia non oltrepassando la soglia dei 500 euro o dei 4 ettari.
Modulazione
Sulla modulazione, invece, nessun gruppo tecnico (né a livello di gruppi di lavoro del Consiglio, né a livello di Comitato speciale agricoltura) ha apportato -secondo la redazione di “Veneto Agricoltura”, la newsletter del Carrefour del Veneto-, modifiche alla proposta della Commissione. Difficile, tuttavia, immaginare che le percentuali proposte di diminuzione degli aiuti diretti rimangano fissate anche nel compromesso finale: molti Paesi, infatti, si oppongono fermamente al concetto e/o alle quantità proposte.
Parlamento europeo
Parallelamente prosegue la discussione in Parlamento europeo. Il 7 ottobre si è svolta la votazione della relazione dell’onorevole Capoulas Santos, che è stata fatta oggetto di oltre 1.000 emendamenti. In precedenza, in occasione di una sessione serale della commissione agricoltura per verificare i punti più difficili in vista dell’accordo finale, erano emersi quali criticità principali le quote latte, i limiti minimi e massimi dei pagamenti e la modulazione. Niente di nuovo, quindi, nemmeno in Parlamento.
Proposte e posizioni
Sembra poter avere un sostegno abbastanza marcato la proposta di modulazione dell’onorevole Santos (no all'aumento dell'8% e una modulazione progressiva da 1 a 4%), anche se non mancano i "no" decisi al concetto di modulazione in sé di alcuni eurodeputati. Per quanto riguarda i limiti minimi, sembra possibile la conferma della richiesta del loro mantenimento, mentre molto diversificate sono le opinioni sul plafonamento. Proble-matica risulta essere la situazione sulle quote latte: le posizioni vanno dalla richiesta di eliminare la questione dall'Health Check, alla richiesta (abbastanza condivisa) di un approccio diversificato a seconda della produzione interna dei singoli Stati membri, fino alla richiesta di aumenti molto maggiori (un eurodeputato olandese chiede il 3% annuo). Il Parlamento si esprimerà in seduta plenaria il 19 novembre, in tempo per l’accordo politico in Consiglio.

Novembre 2008