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Produzioni vegetali e viticoltura

Soia: mercato altalenante. Per i cereali forti ribassi

I prezzi del mais tornano alle quotazioni di un anno fa, ma i costi di produzione sono aumentati del 30%

La situazione delle principali materie prime, mais, soia e frumento, ha avuto un’evoluzione che ha portato, soprattutto per i cereali, ad una considerevole diminuzione delle quotazioni. Per la soia invece la situazione è ancora altalenante. 


Mais
Il prezzo del mais a livello mondiale, rileva la newsletter “Frumento mais soia” edita da Veneto agricoltura- è sostenuto dalle pessime aspettative per il raccolto statunitense e per la forte domanda per usi energetici. Inoltre i consumi dovrebbero superare le quantità prodotte nel 2008/09, riducendo ulteriormente le scorte finali. 
Raccolti stimati in aumento dunque, ma prezzi in discesa e costi produttivi per gli agricoltori in sensibile crescita. Così si presenta la situazione del mais italiano che la Cia-Confederazione italiana agricoltori ha fotografato in un’indagine dalla quale emerge una produzione soddisfacente sotto il profilo della qualità.
Attualmente sul mercato è presente sia il vecchio che il nuovo prodotto nazionale, oltre a quello di provenienza estera. Nelle aree di produzione del Nord Italia si già avviata di avvio del raccolto. L’elemento principale è, dunque, rappresentato dall’inatteso crollo del prezzo che, a dispetto di ogni previsione, è sceso a livelli di due anni fa. Gli agricoltori, confidando nelle elevatissime quotazioni del 2007, avevano maturato in fase di semina elevate aspettative di redditività. Al contrario, nel momento del raccolto, il prezzo si sta assestando su livelli prossimi alle medie del 2006. Ciò che, invece, è decisamente lievitato è il costo dei mezzi di produzione, il cui aumento è stimabile intorno al 30 per cento, soprattutto a causa dell'impennata dei prezzi di fertilizzanti, sementi e lavorazioni meccaniche.
Dal primo gennaio scorso il prezzo del mais ha segnato, infatti, una flessione del 30 per cento circa, attestandosi su valori di 120-130 euro per tonnellata di granella verde base 25 per cento di umidità. Con produzioni medie di 10 tonnellate di granella verde per ettaro, difficilmente il bilancio della coltura potrà segnare un pareggio. Se si escludono le aziende super-produttive, si rischia di registrare perdite medie di 100-200 euro per ettaro, che verranno compensate solo dai contributi disaccoppiati dell’Ue.
In particolare, l’indice dei prezzi Ismea, che riporta la media dei prezzi del mais a livello nazionale, ha registrato nella settimana che va dall’8 al 16 settembre una flessione del 7,3 per cento rispetto alla prima settimana di settembre, attestandosi a 149,40 euro alla tonnellata (la settimana precedente aveva registrato un valore di 161,20). 
La caduta del prezzo - è molto significativa soprattutto nei confronti dello stesso periodo del 2007. Nella seconda settimana di settembre dello scorso anno, infatti, l’indice medio del prezzo del mais in Italia, pari a 238,80 euro alla tonnellata, era superiore rispetto all’attuale di circa il 38 per cento. 


Frumento
E’ iniziata a luglio la nuova campagna commerciale 2008/09 del frumento. I listini sono in fase discendente, anche in virtù dell’ampio raccolto atteso a livello mondiale: i prezzi sono scesi sui livelli registrati a fine 2006, quando stava iniziando la forte ascesa degli ultimi anni. Le previsioni indicano un possibile ulteriore calo, ma comunque su livelli di prezzo superiori a quelli del 2005 (circa 140 euro/t). 
La produzione di frumento per la campagna commerciale 2008/2009 nell’Unione Europea è destinata a raggiungere il record di 147 milioni di tonnellate, in ulteriore aumento di 4 milioni di tonnellate rispetto alle precedenti stime (+23% rispetto al 2007/08). Più di metà dell’incremento è da attribuire alla Germania; significativi aumenti si registrano anche in Romania e Bulgaria, dove il clima siccitoso durante il raccolto ha limitato le perdite di prodotto. Tuttavia, dai primi riscontri, sembra confermato che le abbondanti piogge del periodo primaverile abbiano inciso negativamente sulla qualità finale in alcune aree produttive.
Le maggiori disponibilità influenzano anche le altre variabili fondamentali: i consumi sono previsti a circa 132 milioni di tonnellate (+12%), così come il commercio, con le esportazioni che si stima raggiungeranno i 18 milioni di tonnellate (+50%), facendo diventare l’UE-27 il secondo esportatore mondiale dietro gli Stati Uniti. Anche gli stock finali sono stimati in crescita a circa 12 milioni di t (+20%).
Le prime stime per la campagna commerciale 2008/09 sono positive, con la produzione mondiale che si prevede possa raggiungere i 238 milioni di tonnellate (+8%). La crescita è concentrata, in particolare, negli Stati Uniti (80 milioni di tonnellate, +14% rispetto al 2007/08).
In Argentina, la siccità ha limitato le aree di semina sia di frumento che di mais, orientando gli agricoltori verso la soia che raggiungerà i 18 milioni di ettari coltivati, per una produzione che dovrebbe attestarsi a circa 50,5 milioni di t (+8%). In crescita anche la produzione attesa in Cina: le rese sono previste in miglioramento e il raccolto dovrebbe superare i 16 milioni di tonnellate (+26% rispetto alla campagna 2007/08). In Brasile invece l’incremento sarà meno significativo (62,5 milioni di t, +2%).
Anche i consumi sono stimati in aumento di circa il 3%, a circa 237 milioni di t: aumentano in particolare in Argentina (39 milioni di t, +5%) e in Cina (51,5 milioni di t, +5%), mentre diminuiscono nell’Ue-27 (15 milioni di t, -7,5%) a fronte di una minore disponibilità di prodotto prevista. Il commercio mondiale è previsto in leggero calo rispetto al 2007/08, poco al di sotto di 77 milioni di t (-2 milioni di t rispetto alla precedente campagna). Il sostanziale equilibrio tra produzione e consumi annui dovrebbe mantenere gli stock finali su livelli leggermente più alti rispetto alla campagna 2007/08 (51 milioni di t, +2%).
Grazie alle condizioni atmosferiche favorevoli e all'aumento della superficie coltivata, quest'anno nell'Unione Europea il raccolto complessivo di cereali dovrebbe essere di circa 301 milioni di tonnellate (43 milioni di tonnellate in più rispetto al 2007), con un aumento del 16% rispetto al 2007 e del 9% rispetto alla produzione media degli ultimi cinque anni. Le previsioni, pubblicate dalla Commissione europea, si basano su un'analisi aggiornata del Centro Comune di Ricerca (Ccr), il servizio scientifico interno della Commissione, che ha utilizzato un sistema avanzato di previsione delle rese. I risultati indicano che la resa per i cereali a livello dell'Ue dovrebbe essere di 5 tonnellate per ettaro e superare quindi in misura rilevante sia quella dello scorso anno che la media degli ultimi cinque anni. Si stima inoltre che nel 2008 la superficie totale dell'UE 27 coltivata a cereali sia aumentata del 5% rispetto al 2007 a causa di un tasso zero di ritiro obbligatorio per le semine e degli alti prezzi dei cereali. Se si considerano i dati relativi alle varie produzioni negli ultimi cinque anni e quelli del 2008, le ultime previsioni mettono in luce le seguenti tendenze: frumento tenero 5,6 t/ha (+ 4,8%), frumento duro 3,1 t/ha (+ 12,8%), orzo 4,4 t/ha (+ 5,7%), mais 6,9 t/ha (+ 9,5%), semi di colza 2,9 t/ha (- 2,1%), girasole 1,6 t/ha (+ 1,7%), barbabietola da zucchero 70,3 t/ha (+19,0%). La resa del mais dovrebbe essere superiore del 20,1% a quella dello scorso anno, con aumenti molto consistenti per Romania (+ 122%), Bulgaria (+ 193%) e Ungheria (+ 94%), paesi che lo scorso anno hanno sofferto per la siccità. Per ulteriori informazioni: http://mars.jrc.ec.europa.eu/marsstat/


Soia
La soia continua il suo trend ascendente, ma le quotazioni degli ultimi mesi sul mercato di Chicago si sono pericolosamente avvicinate alla linea di supporto. Se questa sosterrà i prezzi è possibile che i listini rimbalzino verso l’alto raggiungendo nuovi massimi, al contrario se le quotazioni dovessero rompere il sostegno e scendere al di sotto della linea di trend degli ultimi anni si aprirebbe una fase discendente dei prezzi. Molto dipenderà dall’andamento dei raccolti nei principali paesi produttori ed esportatori (Usa, Argentina e Brasile).

Ottobre 2008