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Produzioni vegetali e viticoltura

Riso, il bilancio della campagna 2009


Buone, seppure con qualche incognita le prospettive di collocamento

Terminata la trebbiatura è possibile una prima valutazione della campagna 2009 del riso. Il clima ha senza dubbio favorito la fioritura e maturazione, mentre da punto di vista fitosanitario gli attacchi fungini di fine estate hanno lasciato nelle cariossidi percentuali di macchia più elevate del solito.

La campagna, secondo il rapporto dell’Ente nazionale risi, è quindi considerata positiva, con un dato produttivo   che raggiunge i 1,6 milioni tonnellate di risone proveniente da 238.458 ettari (+6,36% rispetto al 2008), con un balzo del 23%.

Gli investimenti dei risicoltori hanno privilegiato ancora una volta tondi e japonica, grazie a listini promettenti, mentre il lungo B, cioè il riso da esportazione è calato di oltre il sei per cento. Nel dettaglio, quest’anno ci sarà in commercio meno Vialone Nano italiano, più risi da parboiled e più Carnaroli, ma per questa tipologia si tratta di una ripresa dopo il calo dello scorso anno.

Tra i lunghi B cresce il Libero, mentre cala il Gladio, che in questi anni ha a sua volta rimpiazzato il Thaibonnet.

La produzione  di Gladio, peraltro con quelle di Selenio, sono risultate le più colpite dalla macchia, che  fatto attestare la resa alla lavorazione a quota 60%, tre punti sotto il 2008.

La produzione netta in riso lavorato sarà di 962mila tonnellate (+18%). La disponibilità vendibile ammonta a1.052.704 tonnellate di riso lavorato (+15%), considerando le   scorte di riporto della scorsa campagna:

Le importazioni dall’Unione europea sono per ora stabili, come pure quelle dai paesi terzi, dove si bilanciano al momento la maggior disponibilità interna e alcuni flussi consolidati, come il riso Basmati.

Si tratta quindi di una situazione positiva per il collocamento del prodotto anche se esistono alcuni fattori che possono incidere negativamente, tra cui la possibile scelta del Wto di includere  le linee tariffarie del riso lavorato e semilavorato tra i prodotti sensibili, eliminando il riso dalla lista dei prodotti tropicali.

Un altro fattore di possibile incertezza è il regime di agevolazioni concesso ai Pma (paesi meno avanzati) Dall’1 settembre le importazioni di riso di qualunque tipo e stadio di lavorazione originarie dei Pma godono dell’esenzione di dazio, e questo potrebbe favorire alcuni esportatori, come Cambogia e Madagascar.

Dunque le prospettive commerciali per la campagna 2009/2010 sembrano aprirsi in uno scenario contrassegnato da numerosi elementi variabili, sia nel contesto produttivo -anche mondiale- sia nell’ambito economico più generale.

Per quanto attiene lo scenario nazionale, il bilancio italiano, in termini quantitativi, è un bilancio “ricco”: la disponibilità vendibile è sensibilmente superiore rispetto a quella dello scorso anno, ridotta dai considerevoli danni subiti in campo dalla coltura del 2008.

"La maggior disponibilità del raccolto 2009 -si legge nel rapporto dell'Ente risi-  potrà essere interpretata in due modi antitetici: una chiave di lettura positiva tenderà ad interpretarla come una crescita di opportunità per affermare, recuperare e consolidare il mercato europeo e per essere competitivi nel mercato delle esportazioni. Al contrario, una interpretazione negativa tenderà a trarre il massimo vantaggio da quotazioni potenzialmente flettenti, limitandosi ad evitare di perdere ulteriori quote di mercato senza profittare della favorevole occasione per gettare le basi per il futuro di medio periodo".

 

Novembre 2009