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Produzioni vegetali e viticoltura

Neonicotinoidi, proseguono gli studi sulle ricadute sulle api


Prorogato lo stop alla concia delle sementi

Non è bastato un anno per acquisire le conoscenze necessarie per far luce sul rapporto tra l'uso dei neonicotinoidi, impiegati nella concia delle sementi, e sul complesso fenomeno di spopolamento degli alveari e di moria delle api.  

Il  Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali,  fornendo i primi dati  sull'attività svolta e sui primi risultati ottenuti nell'ambito del progetto APENET per la tematica «Effetti del mais conciato sulle api», coordinato dal Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura (CRA) ha evidenziato la necessità di approfondire la correlazione tra l'impiego dei neonicotinoidi e la moria delle api

Inoltre rete di monitoraggio, attivata su tutto il territorio nazionale e prevista nell'ambito di questo progetto ha rilevato nel primo semestre dell'anno 2009 solo due episodi di moria delle api, contro i 185 episodi segnalati nella primavera del 2008.

Inoltre, secondo le sperimentazioni condotte, non emerge una significativa riduzione nell'emissione delle polveri, nè a terra, nè' nell'aria, dall'applicazione del sistema di abbattimento della polverosità «dual piper deflector» (si tratta di tubi che applicati alle seminatrici orientano le polveri sul terreno limitandone la dispersione nell’ambiente), applicato alle macchine seminatrici di tipo pneumatico, utilizzate usando sementi conciate con le sostanze attive clothianidin, thiamethoxam, imidacloprid e fipronil, la cui polverosità, misurata con il metodo Heubach, non superava i 3g/100 Kg.

Il seme conciato è costituito da una pellicola, dal principio attivo e dall’aggiunta di un adesivante per il contenimento delle polveri nell’ambiente. Nonostante questo processo, un minimo di immissione di polveri nell’ambiente è comunque presente e i ricercatori hanno misurato con il citato metodo Heubach tale immissione, assumendo come riferimento la miglior semente conciata che è possibile produrre da parte dell’industria la cui perdita di polveri è pari al massimo al parametro di 3g/100kg. Le sperimentazioni condotte avvalendosi dell’uso del sistema dual piper deflector sulle seminatrici  hanno dimostrato che non è possibile abbattere le immissioni, al di sotto di tale  limite, nonostante il dispositivo tecnico adottato. L’uso di questo sistema  sulle seminatrici era, infatti, considerata una delle possibili soluzioni per l’abbattimento delle polveri inquinanti in modo consentire l'utilizzo dei concianti.

A fronte di queste risultanze il ministero della Salute, con il decreto del direttore generale del 14 settembre 2009 "Proroga della sospensione cautelativa dell'autorizzazione di impiego per la concia di sementi dei prodotti fitosanitari contenenti le sostanze attive clothianidin, thiamethoxam, imidacloprid e fipronil" ha prorogato sino al 20 settembre 2010 l'utilizzo di questi prodotti fitosanitari.

Sulle ragioni della mortalità delle api e dell’eventuale ruolo dei concianti, è stata avanzata l’ipotesi legata alla guttazione, cioè alle gocce di linfa che le giovani piantine di mais emetterebbero nelle prime settimane di sviluppo.

Questo è il quadro degli altri Paesi europei. In Francia, per il secondo anno consecutivo, dopo la sospensiva generale stabilita nel 2004, ha ammesso provvisoriamente l’impiego del solo Thiametoxam, ma con precisi vincoli: rispetto di un residuo polverulento, esteso anche ai fungicidi, non superiore a 3 gr/q.le di seme, misurato con il metodo Ceres fino al 2010 e successivamente con il metodo Heubach (che risulta essere più rigido rispetto al Ceres, in quanto imiterebbe anche l’effetto abrasivo); utilizzo una campagna ogni tre; adozione di deflettori nelle seminatrici. L’Austria ha stabilito anch’essa per questa campagna un limite per le polveri, pari a 1,3 gr su 100.000 semi, mentre la Germania, relativamente all’impiego del Mesurol, di 0,75 gr su 100.000 seme.

 

settembre 2009