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Montagna e foreste

Consorzi forestali e servizi ambientali

Nuovi sostegni destinati alla gestione dei boschi

L'adesione ai Consorzi forestali può costituire per i proprietari di superfici boschive un'interessante opportunità per la gestione del patrimonio boschivo. I Consorzi sono infatti riconosciuti tra i soggetti abilitati alla fornitura di servizi ambientali, godendo di apposite risorse pubbliche.

A questo proposito la Regione Lombardia è intervenuta con la Dgr del 9 novembre 2009, n. 10474 "Definizione e determinazione dei servizi ambientali erogati dai Consorzi forestali, in applicazione dell'art. 56 della l.r. 31/2008". La delibera regionale è stata pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia n. 48 - 4 supplemento straordinario, del 4 dicembre 2009, che riporta anche il decreto n. 12344 del 23 novembre 2009 con cui la Direzione Generale Agricoltura ha approvato le disposizioni attuative per l'erogazione dei contributi.

La legge regionale 31/2008 - che rappresenta  il testo unico delle Leggi regionali in materia di agricoltura, foreste, pesca e sviluppo rurale - prevede , all'art. 56, il trasferimento alle province dei fondi per il finanziamento dei servizi ambientali che possono essere erogati dai Consorzi forestali riconosciuti dalla Regione. 

Con la Dgr n. 10474/2009 sono state stabilite le le modalità di finanziamento di tali servizi svolti dai Consorzi in oggetto, alla luce degli Orientamenti comunitari per gli aiuti di stato nel settore agricolo e forestale per il periodo 2007-2013 che consentono di erogare contributi - sino al 100 % della spesa - per le attività di manutenzione e di ripristino delle funzioni ecologiche, protettive e ricreative delle foreste. 

Questo intervento va a finanziare piccoli interventi di manutenzione del territorio o interventi con carattere puntuale esclusi dall'applicazione delle misure del Psr

La delibera regionale individua sette diverse possibili tipologie di intervento, per ciascuna delle quali vengono definite le spese ammissibili a finanziamento, insieme ai vincoli ai quali tali interventi dovranno sottostare per accedere al contributo regionale. 

In sintesi sono queste le tipologie individuate e gli interventi previsti: 

a. Selvicoltura e gestione degli ambienti naturali: comprendono, tra l'altro, le cure colturali finalizzate al mantenimento delle buone condizioni ecologiche della foresta, il taglio di piante danneggiate da calamità di varia natura (slavine, valanghe, ecc.), i diradamenti nei boschi a funzione ricreativa e naturalistica, le spalcature e le potature con finalità antincendio, il taglio e lo sradicamento di specie vegetali esotiche e la eventuale rinnovazione artificiale con specie autoctone. Vietati, invece, i tagli di utilizzazione e a finalità produttiva (ovvero realizzati al fine di produrre legno a scopo commerciale), la creazione di nuovi boschi o gli impianti finalizzati alla chiusura di radure preesistenti 

b. Miglioramento del suolo forestale e del deflusso idrico: consentiti i piccoli interventi - ordinari o urgenti - di manutenzione delle opere di sistemazione idraulico-forestale già esistenti, gli svasi e la pulizia dei corsi d'acqua, gli interventi su piccoli dissesti o processi erosivi, le lavorazioni volte a favorire la decomposizione della lettiera accumulata in eccesso. Proibito ogni intervento che preveda l'apporto di fertilizzanti o che possa ridurre la biodiversità. Il contributo per questa tipologia di intervento non potrà superare più del 50 % dell'assegnazione annuale a favore del Consorzio forestale beneficiario. 

c. Lotta fitosanitaria in ambito forestale: che potrà avere come obiettivo la prevenzione, l'eradicazione ed il trattamento di fitopatie e parassitologie e che potrà essere realizzata mediante il taglio e l'asportazione di piante malate o morte. In particolare, previsti interventi contro la processionaria del pino. Previsti anche contributi per la posa di trappola a feromoni utili a verificare la dinamica di popolazione degli insetti nocivi e per la prevenzione dei danni causati da animali alla rinnovazione naturale del bosco, tramite l'apposizione di recinzioni temporanee 

d. Habitat naturale: previsti interventi di mantenimento o ripristino di radure utili alla conservazione della biodiversità e di piccoli stagni o specchi d'acqua, le cure colturali per piante destinate all'invecchiamento indefinito di particolare valore paesaggistico o naturalistico, la realizzazione di strutture di diverso tipo (cassette nido, piattaforme galleggianti) per agevolare l'insediamento di specie volatili in relazione alle loro specifiche caratteristiche. 

e. Percorsi per la fruizione e il paesaggio: comprendono la manutenzione di percorsi pedonali o ciclabili finalizzati alla fruizione del bosco e di elementi paesaggistici peculiari (ad es. i muretti a secco). Prevista anche la realizzazione di arredi in legno, vincolati però all'utilizzo di legno ricavato dai boschi gestiti dallo stesso Consorzio forestale. 

f. Viabilità: comprende la manutenzione ordinaria della viabilità agro-silvo-pastorale compresa nel piano della Viabilità agrosilvopastorle. Non finanziabili, invece, la manutenzione straordinaria e le realizzazioni ex-novo. In ogni caso, il contributo legato a tale tipologia di intervento non potrà superare il 30 % dell'assegnazione annuale di un singolo Consorzio forestale. 

g. Attività di informazione: che potrà essere praticata attraverso la realizzazione di supporti cartacei (opuscoli informativi e didattici), la creazione di siti internet, la posa in opera di bacheche in legno (ricavato dai boschi gestiti dallo stesso Consorzio) che illustrino le attività di miglioramento dell'ambiente, della difesa idrogeologica e gli aspetti ricreazionali della foreste. Il contributo per tali interventi non potrà superare il 10 % del totale. A beneficiare di tali finanziamenti saranno i Consorzi forestali, che potranno realizzare gli interventi previsti sui terreni conferiti loro in gestione e risultanti nel loro fascicolo aziendale. Il contributo - che coprirà l'intera spesa ammissibile - potrà raggiungere un importo massimo di 100 mila euro/anno per un singolo Consorzio. 

 

Dicembre 2009