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Latte: ancora stallo sul prezzo alla stalla, tutta aperta la discussione sulle quote latte
Il ministro Zaia affronta a tutto campo i temi del settore latte, ma sembra saltata l’ipotesi di un lodo sul prezzo
L’attesa di importanti novità sul prezzo del latte e sulle quote è andata largamente delusa. Molti si aspettavano dal ministro Zaia novità eclatanti sulle due vicende che lasciano in apprensione il mondo del latte.
La tavola rotonda organizzata dal Consorzio del Grana Padano è stata un’occasione per fare il punto sulle molte questioni che ancora attendono una soluzione, ma non molto di più.
Silenzio assoluto da parte di Assolatte sul prezzo del latte. Gli operatori si aspettavano qualche indicazione -che tuttavia non è arrivata- da parte del neo riconfermato presidente di Assolatte Ambrosi, dopo il timido tentativo da parte del ministero di sondare le parti per un’eventuale ripresa della trattativa.
Il ministro Zaia ha dedicato al prezzo del latte alla stalla solo qualche parola di circostanza, non lasciando intravedere alcuna ipotesi di mediazione ministeriale.
Sul tema delle quote latte, il neoministro ha riconfermato il dato di un nuovo deciso splafonamento italiano per il periodo 2007/08. Le indiscrezioni, pur parlando di una compensazione di quasi tutta la produzione all’interno della quota B tagliata, parlano ancora di un conto salato, superiore ai 160 milioni di euro di “multe”.
Zaia è tornato a rilanciare la richiesta di una compensazione a livello europea, tenuto conto che la somma delle produzioni degli stati membri è inferiore, anche nel 2007/08, ai quantitativi assegnati ai singoli Paesi.
Questo consentirebbe di azzerare per l’Italia le “multe” del 2007/08 che saranno comunicate da Agea entro la fine di luglio.
Un’ipotesi, quella della compensazione a livello Ue, che però ha già trovato il secco “no” da parte della commissaria Fischer Boel, fortemente criticata dal ministro.
Sul passato, nessun annuncio di sanatorie o di interventi straordinari, se non un velato accenno alla necessità di evitare la chiusura delle aziende sui cui gravano gli oltre 2,5 miliardi di euro di prelievo accumulato dal 1996 a oggi.
Sul destino del regime delle quote latte Zaia non sembra invece avere dubbi: a marzo del 2015 calerà definitivamente il sipario sulla storia trentennale delle quote. Anzi, secondo il ministro, ma questo è anche il parere di Assolatte, serve un’accelerazione del cosiddetto atterraggio morbido con un consistente aumento della quota nazionale già a partire dal prossimo anno.
La prospettiva di un mercato del latte senza contingentamenti produttivi ripropone la necessità di un soluzioni alternative per il governo delle produzioni, in particolare dei formaggi a lunga stagionatura dop (Grana Padano e Parmigiano-Reggiano) che sono l’ossatura dell’interno settore italiano. Ogni meccanismo di orientamento produttivo, seppur senza strumenti analoghi alle quote, deve però
fare i conti con i rigidi atteggiamenti delle autorità antitrust europee e nazionali, che certo non guardano di buon occhio tutto quello che appare limitante della libertà di mercato e della concorrenza. Tra le misure di mercato, Zaia ha sostenuto con decisione anche il ritorno degli interventi per l’ammasso dei formaggi.
Quello che sembra oggi stare a cuore al ministro è la tutela delle produzioni italiane rispetto alla sempre crescente globalizzazione. “L’agricoltura non deve essere svenduta per la chiusura delle trattative sul Wto”, così si è espresso Zaia, ricordando che, nell’ambito della riapertura del negoziato sul commercio internazionale, il cosiddetto Doha round, devono rimanere prioritari la salvaguardia delle indicazioni geografiche tutelate -oggi riconosciute solo in ambito comunitario- e il mantenimento del sistema dei dazi per alcuni prodotti, come il riso, che se finissero nella lista dei prodotti tropicali, vedrebbero aperte le frontiere all’import extra Ue, grazie al previsto abbattimento totale dei dazi.
Spaziando sui temi della riforma della Pac, entrata ormai nel vivo dopo la presentazione delle
bozze dei regolamenti elaborate dalla
Commissione, il rappresentante del Governo ha severamente criticato la politica comunitaria passata e attuale.
Zaia ha espresso una forte contrarietà alla “supermodulazione” proposta da Bruxelles, ossia ad un maggior prelievo dagli interventi del cosiddetto primo pilastro (vale a dire il regime di premio unico basato sui titoli) destinato a rimpinguare le casse dello Sviluppo rurale. Foraggiando così, a detta del ministro, interventi non finalizzati direttamente alle imprese agricole, dimenticando forse che nell’ambito dello Sviluppo rurale ci sono importanti strumenti per favorire gli investimenti aziendali e strutturali.
“No” anche alla regionalizzazione, opzione che la Ue è intenzionata a tornare ad offrire ai Paesi membri, che introdurrebbe un importo unico per i titoli in possesso delle aziende. Zaia ha garantito che seguirà personalmente ogni discussione in sede comunitaria. (Diego Balduzzi)
Luglio 2008
“Attività di informazione anno 2008 che sarà / è stata oggetto di richiesta di finanziamento sulla Misura 111 del Programma di Sviluppo Rurale 2007 - 2013 della Regione Lombardia, cofinanziato dall'Unione Europea attraverso il FEASR”