|
Documenti |
|
Latte: assegnate le nuove quote in un clima di grave crisi internazionale del settore
Attesa per i dati del periodo 2008/09
Il commissario straordinario Gulinelli ha proceduto all'invio della comunicazione (inviata tramite raccomandata) relativa all’assegnazione provvisoria di quota latte in applicazione della legge 33/2009, che interessa oltre 12 mila produttori di latte italiani.
L’assegnazione è provvisoria in attesa del parere del Consiglio di Stato sulle disposizioni relative all’assegnazione delle quote ai titolari di quota B ridotta. A questa tipologia di produttori è stata infatti in maniera provvisoria assegnata una quota pari alla media delle produzioni all’interno della quota B ridotta, comunque non superiore alla produzione in esubero 2007/08, al netto delle rassegnazioni già avvenute e delle vendite di sola quota.
Alle aziende con esubero 2007/2008 e con affitti è stata invece assegnata una quota pari al 58,7% dell’affitto e dell’esubero, al netto delle vendite di sola quota.
I dati delle consegne rettificate utilizzate per la quantificazione delle assegnazioni sono state adeguate in base alle nuove disposizioni sul tenore di materia grassa.
Questo è il quadro riassuntivo delle assegnazioni:
|
|
Aziende |
Consegne (kg) |
|
|
Assegnazioni lettera a) |
3.629 |
115.696.338 |
|
|
Assegnazioni lettera b) |
|
|
|
|
|
Splafonatori |
7.624 |
388.286.081 |
|
|
Affittuari |
4.666 |
204.069.178 |
|
Percentuale di assegnazione |
|
58,7% |
|
|
Totale assegnazioni |
12.699 |
708.051.597 |
|
|
Quota non assegnata* |
|
50.430.403 |
|
* riserva in attesa del parere del Consiglio di Stato
Si attende ora l'invio delle intimazioni del prelievo supplementare, con i dati del prelievo esigibile e non esigibile.
Contestualmente all’intimazione del prelievo si è provveduto all’iscrizione dello stesso nei Registro nazionale di debiti (già aggiornato anche presso l’Opr Lombardia). Le somme da erogare ai produttori iscritti nel Registro verranno trattenute sino alla concorrenza del debito e verranno eventualmente restituite, qualora siano state trattenute in eccesso, una volta determinato l’importo della prima rata a seguito dell’accettazione della rateizzazione.
Secondo i dati aggiornati allo scorso febbraio la produzione italiana registra una flessione rispetto allo scorso periodo. Per il periodo 2008/09, le consegne mensili rettificate al febbraio 2009 ammontano a 9.587.609 tonnellate, registrando quindi una flessione di 340 mila tonnellate in meno rispetto al periodo precedente. Nel febbraio 2008 il dato delle consegne rettificate sommavano a 9.846.152 tonnellate, raggiungendo a fine periodo le 10.804.457 tonnellate.
La quota nazionale italiana per il periodo 2008/09 è di 10.740.661 tonnellate, grazie agli aumenti comunitari del 2% (Reg. Ce 72/2009) e del 5% (Reg. Ce 248/2008). Si attende entro giugno un regolamento comunitario con la suddivisione tra consegne e vendite dirette, in funzione degli spostamenti avvenuti.
Dopo la presentazione degli L1 Agea avvierà le operazioni di calcolo della restituzione, ossia della cosiddetta compensazione, i cui risultati dovrebbero essere comunicati entro il prossimo luglio.
Per il periodo 2008/09, la legge 33/2009 prevede che non si applichi l'esclusione dalla restituzione per i produttori che hanno superato il 100% della propria quota.
Con il periodo in corso 2009/10 entreranno in vigore le altre nuove disposizioni sulla "compensazione" introdotte dalla legge 33/2009. Saranno attuate inoltre le normative comunitarie sull'applicazione maggiorata (150%) del prelievo supplementare -il cui valore base è di 27,83 euro/100kg- sulle eccedenze per le consegne superiori al 106% della quota nazionale; nonché sui nuovi parametri di rettifica in base al titolo di materia grassa.
L'applicazione delle scelte comunitarie sul latte (aumento quote, art. 68, Psr, ecc.) si confronta con la crisi della zootecnia da latte a livello europeo e mondiale. Dalla Germania alla Francia, dagli Stati Uniti sino ai paesi asiatici il prezzo del latte alla stalla ha raggiunto valori ormai insopportabili per i produttori. Dopo l'impennata delle quotazioni del secondo semestre del 2008, comunque collegata ad un aumento dei costi di produzione spesso superiore alla crescita della remunerazione del prodotto, dai primi mesi del 2009 c'è stata una vera e propria caduta libera del prezzo alla stalla.
Nell'Unione europea le questioni economiche sono intrecciate anche alle scelte di politica agricola comune. Da più di un Paese sta arrivando la richiesta di sospendere l'aumento comunitario di quote per agire sul fronte della produzione.
In molti Stati dell'Unione europea, tra cui Germania e Francia, non sono state ancora assunte le decisioni per l'attribuzione ai produttori dell'aumento comunitario dell'1%.
La Commissione europea intanto, pur riconoscendo le gravi difficoltà del settore, ha anticipato che non intende avviare interventi specifici oltre a quelli già in corso a sostegno di ammassi, esportazioni e burro.
L'Italia ha proposto invece la convocazione di un Consiglio dei ministri agricoli europei dedicato al settore lattiero-caseario.
Le prossime settimane saranno decisive anche sul tema dell'utilizzo delle misure comunitarie che possono essere adottate dagli Stati membri.
Le decisioni assunte a seguito della verifica dello stato di salute della Pac hanno introdotto alcune misure di intervento per i produttori di latte la cui attivazione è materia di decisione nazionale dello stato membro. In sintesi, le risorse specifiche per interventi nel settore sono: il sostegno specifico (art. 68 del Reg. Ce 73/2009), gli aiuti di stato e le misure del Programma di sviluppo rurale.
Per quanto riguarda il sostegno specifico (art.68), entro il 1° agosto 2009 gli Stati membri possono decidere di utilizzare dall’anno successivo fino al 10% dei massimali nazionali per concedere un sostegno nell’ambito delle diverse misure previste dall’art. 68. Tra le misure previste ci sono anche i "pagamenti volti a compensare svantaggi specifici dei produttori di latte che operano in aree montane e svantaggiate o in condizioni di vulnerabilità economica". Il Mipaaf ha presentato alcune proposte in tal senso.
Il Mipaaf intenderebbe incentivare e sostenere, con uno stanziamento di 25 milioni di euro delle risorse dell'art. 68, le produzioni di latte crudo di qualità che presentano caratteristiche igienico-sanitarie superiori a quelle previste dal Dm del 9 maggio 1991, n. 185 (latte idoneo alla destinazione a latte fresco pastorizzato "Alta Qualità"), introducendo un premio (con un massimale di 20 euro a tonnellata) per il latte crudo idoneo alla destinazione a latte fresco pastorizzato di "Alta Qualità" che presenti le seguenti caratteristiche: requisiti dell’allegato 2 del decreto ministeriale del 9 maggio 1991, n. 185 ed una carica batterica a +30° (per ml) non superiore a 40.000 u.f.c.
Oltre al sostegno previsto dall'art.68 e fino al 31 marzo 2014, gli Stati membri possono erogare, con alcuni massimali nazionali, aiuti di stato ai produttori di latte. Tuttavia questa misure non è stata fino ad oggi tenuta in considerazione a livello italiano.
Un sostegno al settore lattiero potrà venire anche dal Programma di sviluppo rurale. Tra gli obiettivi a cui destinare le risorse aggiuntive del Psr c'è anche l'accompagnamento del settore lattiero-caseario. Nel misure esistenti del Psr possono essere aggiunti degli interventi specifici per il settore lattiero-caseario, in particolare nella mis. 121 (ammodernamento delle aziende agricole).
Giugno 2009