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Latte: avviata la discussione sul futuro dell'Ocm, forum europeo a Brescia
Al Forum di Brescia con la commissaria Fischer Boel la Cia Lombardia rilancia la proposta di un Piano strategico
A differenza del suo famoso conterraneo Amleto, principe di Danimarca, la commissaria europea all'agricoltura, la danese Mariann Fischer Boel, non sembra avere dubbi. Anche in occasione del
Forum latte di Brescia è stata netta nel ribadire il deciso orientamento della Commissione dell'Unione Europea per la cessazione del regime delle quote al 31 marzo 2015, così come peraltro già previsto dai regolamenti comunitari in vigore. La Commissione ha aperto con questa posizione il capitolo della riforma dell'Ocm all'intero della discussione sullo "stato di salute" della Pac, avviata nelle scorse settimane e che occuperà buona parte del 2008. Alcune novità importanti arriveranno però molto prima. Entro Natale il Consiglio dei ministri dell'agricoltura dell'Unione assumerà la decisione sulla proposta della Commissione di aumentare linearmente per tutti i Paesi membri la propria quota latte nazionale del 2% a partire dal prossimo periodo 2007/08.
La Fischer Boel si è detta contraria alla proposta italiana di un aumento differenziato della quota che tenga conto delle realtà dei singolo Paesi, premiando quelli deficitari, come l'Italia. No quindi ad aumenti differenziati, ma anche no alla riduzione del prelievo supplementare e alla compensazione tra gli Stati membri. Queste richieste italiane, soprattutto lombarde, sembrano per ora non trovare ascolto nella Commissione, ma tutta la partita si giocherà nel Consiglio dei ministri convocato per la metà di dicembre.
Al di là delle decisioni sull'aumento di quota per la prossima campagna, la Cia ha chiesto una soluzione immediata anche per il periodo in corso, tenendo conto che le proiezioni sui dati produttivi sin qui disponibili fanno già temere il ripetersi dei risultati della restituzione del prelievo registrati nella scorsa campagna, soprattutto per le produzioni all'interno della quota B tagliata sempre più a rischio “multe”. “Se il mercato richiede più latte -ha detto Mario Lanzi, presidente della Cia Lombardia- i produttori sono pronti a fare la propria parte, ma a condizione che le decisioni siano prese in un'ottica di sistema, senza vanificare i grossi sforzi finora condotti per recuperare il reddito delle aziende”. Proprio sulla necessità di “fare sistema” ha insistito la Confederazione italiana agricoltori che, anche in occasione del Forum, ha sostenuto che la discussione sulla riforma dell'Ocm latte debba inserirsi in una strategia più ampia che riguardi tutti i protagonisti del settore latte. La Cia rilancia quindi la proposta di avviare al più presto un
Piano strategico per il latte italiano che coinvolga la filiera e le istituzioni.
Sull'importanza del gioco di squadra è tornato nel suo intervento anche il ministro De Castro, che ha sottolineato l'importanza di questa fase di verifica sul futuro della politica comunitaria per l'agricoltura di cui il settore latte è certo un aspetto tra i più importanti. Il ministro ha di nuovo rassicurato che l'aumento delle quote latte che si deciderà a dicembre andrà a premiare quanti hanno rispettato le regole, in particolare venendo incontro a quanti hanno subito il taglio della quota B.
La Cia da tempo sostiene con forza che la riflessione sul destino del settore è ben più complessa della mera discussione sul superamento delle quote latte e che il futuro dipende dalla definizione di un contesto più generale di carattere strutturale, con politiche comunitarie e nazionali mirate alla qualità, alla tipicità territoriale, al sostegno all'esportazione e alla definizione di ammortizzatori e indennizzi economici e finanziari diretti, a tutela degli investimenti e dei diritti delle imprese.
Occorre una nuova politica di svolta, un progetto che collochi la zootecnia, ed in particolare quella del latte, nelle priorità di sviluppo dell'agricoltura, anche con la definizione un Piano strategico nazionale per la zootecnia da latte.
Per queste ragioni la Cia interverrà a Roma come a Bruxelles, sostenendo con chiarezza la richiesta di assicurare alle imprese un'opzione stabile di futuro.
In questa partita va rilanciata l'esperienza unitaria condotta dalla Cia con Coldiretti e Confagricoltura che ha prodotto significativi risultati sul piano economico, come nel caso del prezzo del latte alla stalla, assumendo un ruolo di rilievo nazionale. Purtroppo l'orientamento a cui si ha assistito di ricorsa alla "piazza", rischia di sminuire fortemente la possibilità che questo "sistema" si affermi come interlocutore affidabile nel percorso di riforma dell'Ocm Latte, con un atteggiamento difficilmente comprensibile ai produttori di latte protagonisti dei tanti momenti unitari di questi ultimi mesi. Le questioni di carattere prettamente nazionale, pur legittime, avranno infatti scorso peso nelle scelte europee sul futuro delle regole produttive e quindi sul destino degli allevamenti lombardi.
(Di.Ba)
Dicembre 2007
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