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Condizionalità e direttiva nitrati
“Direttiva nitrati”, avviato un Gruppo di lavoro mutidisciplinare
L'applicazione della direttiva comunitaria sui
nitrati, secondo il Programma d'azione regionale, approvato nel novembre del 2007
(Dgr VIII/5868/2007) per la sua notevole complessità tocca aspetti di varia natura, da quella strettamente burocratica alle questioni normative, fino alla parte strettamente applicativa con i noti vincoli per le aziende ubicate nelle zone vulnerabili.
La nuova normativa prevede che le aziende interessate predispongano Piani di utilizzazione agronomica dei reflui aziendali con limiti ben più stringenti che nel passato. Il risultato, tra nuove tabelle e nuovi limiti, si ripercuote concretamente con necessità per un numero considerevole di allevamenti di rivedere in ampliamento le strutture di stoccaggio dei reflui, ma soprattutto la necessità di far fronte a un bilancio aziendale dell'azoto che imporrà scelte onerose per la sua gestione.
Il Programma d’azione, inoltre, coinvolge non solo gli allevamenti, ma anche le aziende il cui utilizzo dei fertilizzanti azotati rientra nelle soglie soggetto agli adempimenti in termine dei comunicazione e comunque ai limiti a limiti di utilizzo nel rispetto del bilancio colturale dell'azoto imposto dalla legge.
In tema di adempimenti burocratici va rilevato con preoccupazione che la procedura informatica all'interno del
Sistema informativo agricolo
regionale Siarl), non è ancora interamente disponibile per il completamento delle complesse comunicazioni il cui termine è fissato al prossimo 30 dicembre.
Non sono solo gli aspetti burocratici a preoccupare il settore agricolo lombardo alle prese con la direttiva nitrati. Per scongiurare ricadute insostenibili sul settore zootecnico della nostra regione serve agire su tutti i punti cardine della questione, a partire dai contenuti stessi della direttiva. Un primo passo in questo senso è venuto dalla richiesta congiunta di Lombardia, Emilia Romagna e Veneto indirizzata al ministro Zaia perché si avvii al più presto l'iter per la concessione della deroga sul limite di 170 kg/ha di azoto. Deroga peraltro ottenuta da molti Paesi europei. Va ricordato tuttavia che la deroga, qualora venisse concessa, è attivabile dalle singole aziende con impegni comunque gravosi.
Resta inoltre aperta la discussione sulle tabelle di asporto e di escrezione di azoto che appaiano datate rispetto alle nuove pratiche agricole e di allevamento.
La Dg Agricoltura per affrontare le molte questioni connesse all'applicazione del Programma d'azione, ha promosso la costituzione di uno specifico gruppo di lavoro, caratterizzato dalla multidisciplinarietà e dall'integrazione dei diversi organismi coinvolti. Al gruppo parteciperanno rappresentanti della Dg Agricoltura, della Dg Reti e Servizi, dell’ Anci e dell’
Ersaf, quest'ultimo designato come unico referente tecnico-scientifico. Al gruppo di lavoro parteciperanno anche i tecnici delle organizzazioni agricole.
Novembre 2008
