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Agrienergie

Agricoltura come fonte di energia: ora servono le risorse per progetti concreti e sostenibili

A livello regionale si intensificano le attività e gli impegni per concretizzare i progetti per le fonti alternative

La questione energetica e la sua correlazione con ambiente e clima è ormai entrata nell’agenda quotidiana delle istituzioni pubbliche di ogni livello, nelle scelte e nei programmi economici. 
Gli stessi Stati Uniti d’America stanno rivedendo il loro approccio verso il protocollo di Kyoto, con una svolta decisa rispetto alla posizione intransigente sin qui adottata.
Le previsioni sulle riserve di idrocarburi e i crescenti costi del petrolio hanno aperto la strada alla fonti alternative e rinnovabili di energia.
Negli Usa e in Brasile è cresciuta fortemente la produzione di bio-etanolo per autotrazione che è arrivata a oltre 33 miliardi di litri, equivalente a 20 milioni di Tep (tonnellate di petrolio equivalente), che rappresentano, tanto per dare un raffronto, la metà di quanto è necessario per i trasporti italiani.
Secondo gli ultimi dati, il 13% della produzione cerealicola statunitense è indirizzata per i biocarburanti, con effetti già evidenti sui prezzi mondiali del mais e sulle disponibilità per le tradizionali destinazioni zootecniche e umane.
E’ del tutto evidente che questo modello è ben difficilmente esportabile in Italia, dove le già limitate superfici agricole a seminativo si trovano in un contesto, come quello della pianura padana, fortemente orientato verso produzioni zootecniche di qualità, dove investimenti alternativi in termini colturali o di destinazione dei raccolti si rifletterebbero direttamente sui costi dell’alimentazione animale.
L’agricoltura come fonte di energia attraverso le biomasse rimane comunque un’interessante prospettiva economica per le aziende, se inserita in un quadro adeguato e ben orientato.
Esistono tecnologie già sufficientemente consolidate per impianti di tipo aziendale o consortile, ma che hanno bisogno di essere adeguate ai nostri contesti produttivi ed accompagnate da un adeguato supporto nella fase di scelta e di dimensionamento degli investimenti. Vanno quindi identificate le tecnologie che offre il mercato, “certificandole” per le imprese lombarde.
E’ necessario inoltre procedere a una mappatura del potenziale produttivo di biomasse in Lombardia in grado di restituire informazioni puntuali sulla possibile localizzazione degli impianti, in termini economici e ambientali, fino ad arrivare, laddove si riterrà utile, a dei piani di bacino. Su questi temi l’Ersaf ha assunto nelle settimane scorse un impegno concreto che vedrà la struttura di Carpaneta, in provincia di Mantova, dell’ente regionale di sviluppo agricolo lombardo ,diventare un punto di riferimento per l’intera area padana. 
Sulla diversificazione delle produzioni anche ai fini energetici saranno disponibili le risorse previste dall’asse 3 del Psr 2007-20013 ancora in corso di definitiva approvazione. La Regione Lombardia sta elaborando un piano d’azione per l’energia e l’efficienza energetica, in cui le fonti alternative avranno un ruolo non secondario.
Una particolare attenzione è rivolta alle reti di teleriscaldamento alimentate a biomasse, sulla scorta di esperienze italiane e europee positivamente avviate.
Questi impianti saranno oggetto di un bando regionale che garantirà un’interessante dotazione finanziaria per il loro sviluppo.
Secondo alcune stime la sola sostanza secca di origine forestale potrebbe garantire una quota del 2,5% delle energia lombarda, a cui possono aggiungersi interessanti e innovative destinazioni che riguardano i sottoprodotti agricoli e la gestione del verde urbano e delle potature in generale.
L’ipotesi di impianti di piccole o medie dimensioni diffusi sul territorio appare sempre di più la via realmente percorribile per coniugare gli indirizzi agroalimentari delle produzioni lombarde con le prospettive che possono offrire le cosiddette agrienergie. E’ sempre più necessario quindi passare dall'astrattezza delle considerazioni generali a concrete verifiche di fattibilità dei singoli progetti che necessariamente dovranno vedere una forte condivisione di percorsi e di obiettivi tra le aziende e le comunità e le istituzioni locali. Un’altra occasione per rafforzare il legame con il territorio e con la società che lo anima. (Di.Ba)

Giugno 2007


 

Attività di informazione anno 2007 oggetto di manifestazione di interesse per l’adesione alla misura 111 del Programma di Sviluppo Rurale 2007-13 della Regione Lombardia cofinanziato dall’Unione Europea attraverso il FEASR