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Biogas: crescono impianti e soluzioni tecnologiche
Il Lombardia il numero degli impianti raggiunge le 87 unità
La rinnovata attenzione alle agroenergie di questi anni, accompagnata di importanti strumenti di incentivazione (risorse regionali e Psr, incentivi fiscali, ecc) ha dato un fortse impulso alla realizzazione di impianti biogas. Secondo il censimento nazionale di tutti gli impianti di digestione anaerobica, realizzato dal Crpa (Centro Ricerche Produzioni Animali), in Italia si contano ormai 241 impianti di biogas alimentati da effluenti zootecnici, colture energetiche, residui organici, reflui dell’agro-industria e la frazione organica dei rifiuti urbani. Un dato che, a detta dello stesso Crpa, cresce di mese in mese, accompagnato anche da un settore impiantistico in rapidissimo rafforzamento.
In Lombardia resta la regione con il maggior numero di impianti, così alimentati:
- 72 effluenti zootecnici
- 12 fanghi di depurazione
- 2 reflui agro-industriali
E' interessante rilevare la tipologia più diffusa di questi impianti (oltre 200) che rimane quella alimentata da con effluenti zootecnici, scarti agricoli, residui agroindustriali e colture energetiche. Gli impianti in esercizio che sono alimentati dai soli reflui zootecnici sono 145 e rispetto al censimento del 1999 sono aumentati di 73 unità. Va detto però che si sta affermando anche la gestione di impianti che utilizzano scarti e sottoprodotti organici del comparto agro-industriale da utilizzare in co-digestione.
Da punto di vista tecnologico coesistono gli impianti di prima generazione,che utilizzano solo liquame suino, con elementi semplificati realizzati all’inizio degli anni Novanta sovrapponendo una copertura di materiale plastico a una vasca e/o laguna di stoccaggio dei liquami. Più recentemente invece si è passati alla co-digestione dei liquami zootecnici in miscela a biomasse come colture energetiche e scarti organici. Per quanto riguarda il tipo di reattori la soluzione più applicata è la vasca a pareti verticali miscelata e coibentata nella maggior parte dei casi in cemento armato. Il reattore a flusso orizzontale a pistone viene usato soprattutto dove vengono trattati i liquami suini
Relativamente all’utilizzo del biogas, negli impianti per effluenti zootecnici prevale la cogenerazione di energia elettrica e termica e solo in alcuni impianti, in genere annessi a caseifici, il biogas viene bruciato direttamente in caldaia per produrre esclusivamente calore. Va detto comunque che tutti gli espeti concordano che la soluzine più vantaggiosa per l’utilizzo del biogas è la cogenerazione di energia elettrica e di energia termica.
L’impiego economicamente più vantaggioso è quello di unire agli effluenti zootecnici, le colture energetiche (in particolare mais e sorgo zuccherino), i residui colturali e i sottoprodotti dell’agroindustria. Un incentivo al biogas potrebbe arrivare anche dall’impiego degli scarti di macellazione visto il crescente problema della loro collocazione e delle norme sanitarie che riguardano i sottoprodotti di origine animale non destinati al consumo umano
Ottobre 2009
