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Legna e cippato: la gestione delle ceneri
Una corretta gestione può valorizzare l'utilizzo agronomico delle ceneri di combustione
Rifiuto o sottoprodotto da valorizzare? La gestione delle ceneri prodotte dalla combustione di biomasse, in particolare di quelle legnose, è una questione ancora aperta soprattutto dal punto di vista legislativo ed in alcuni casi ha comportato delle difficoltà nella gestione degli impianti di grosse dimensioni.
Tra i biocombustibili solidi, il legno, se si esclude la corteccia, è quello che ha presenta il minor contenuto di cenere, con percentuali, riferite alla sostanza secca, che vanno dallo 0,6 al 1,8%. La paglia di frumento, a titolo di confronto, ha invece valori intorno al 5,7%.
Una corretta gestione della combustione, con temperature elevate e ricircolo dei fumi, consente di evitare le scorie di fusione del materiale combusto che possono compromettere il corretto funzionamento degli impianti.
Alcuni componenti volatili si concentrano nelle ceneri, come piombo, cadmio e zinco, con il relativo impatto ambientale da tenere nella giusta considerazione.
Dal punto di vista normativo, la gestione delle ceneri da biomassa è disciplinata dalla IV parte del dgls n. 152/2006 che le classifica come "rifiuti speciali non pericolosi"
Luglio 2009
