News
   
 
 
 

Indagine sulla vendita diretta in Lombardia


Il 24 giugno, nell' ambito di un workshop organizzato a Milano presso la Regione Lombardia, sono stati presentati i risultati di un'indagine sulla vendita diretta in Lombardia, affidata a Nomisma dalla Direzione Generale Agricoltura della Regione Lombardia e da ERSAF.

La normativa sui mercati riservati all'esercizio della vendita diretta da parte degli imprenditori agricoli (DM MIPAAF del 20 novembre 2007) ha conferito impulso alla vendita diretta degli agricoltori in mercati organizzati su suolo pubblico o privato, che rappresenta uno dei modi per poter vendere direttamente il proprio prodotto di rettamente al consumatore, accanto ad altre forme quali la vendita in mercati rionali misti, la vendita diretta in azienda, la vendita senza intermediari a negozi al dettaglio o supermercati locali e a ristoranti e altri pubblici esercizi, nonché le occasioni offerte da sagre e feste di paese.

L'indagine RICA-REA dell'ISTAT individua nel 2005 160.000 aziende con attività di vendita diretta in Italia e, secondo un'indagine condotta su un campione rappresentativo di famiglie residenti in comuni capoluogo, nel 2008, in Italia, il 36% delle famiglie ha acquistato prodotti direttamente dall'agricoltore almeno in un'occasione, in un mercato degli agricoltori (la cui diffusione è attualmente ancora assai limitata) o direttamente in azienda. Le caratteristiche organolettiche dei prodotti ("maggiore freschezza") rappresenta la principale motivazione degli acquisti diretti, mentre il prezzo assume un ruolo marginale.

Nel 2007 in  Lombardia si stima in 6000-6500 unità l'insieme delle aziende agricole con vendita diretta (11% circa del totale delle aziende agricole lombarde): un fenomeno in continua crescita dato che nel 2005 erano 3400 circa, pari al 9,5% del totale regionale, e per il 73%  realizzavano la vendita diretta in forma di canale commerciale prevalente, professionale e continuativo, affiancando la produzione con un'attività organica e strutturata. Sempre nel 2007 si stima in 387 milioni di euro (circa il 6% della produzione lorda vendibile lombarda) il prodotto commercializzato tramite vendita diretta. Gli acquisti diretti presso gli agricoltori pesano sul bilancio delle famiglie in Lombardia per circa l'1,7% della spesa alimentare, per una spesa mensile di circa 8 euro.

L'indagine sulla vendita diretta ha coinvolto un campione di 492 aziende agricole (il 7-8% dell'universo di riferimento), e ha riguardato tutte le province lombarde e tutti i comparti agricoli.
Le aziende agricole lombarde con vendita diretta sono principalmente di piccole dimensioni: fatturato inferiore ai 50.000 euro e superficie agricola al di sotto dei 20 ettari: La superficie media e di 12 ettari. Si tratta soprattutto di aziende a conduzione diretta con utilizzo di manodopera esclusivamente o prevalentemente familiare. Il 61% delle aziende lombarde con vendita diretta pratica prevalentemente agricoltura convenzionale. Circa il 40% delle aziende realizza produzioni certificate (DOP-IGP o DOC - DOCG - IGT o biologiche). La vendita diretta rappresenta il canale commerciale prevalente per il 71% delle aziende.
Nella maggior parte dei casi l'attività di vendita diretta non è una pratica recente: solo il 10% delle aziende l'ha introdotta recentemente, mentre un quarto la pratica da meno di 5 anni, e il 33% da oltre 15 anni. 
La vocazione multifunzionale delle aziende si traduce anche spesso in altre attività quali l'agriturismo (17% delle aziende) e le fattorie didattiche (9%).
La motivazione principale (81% delle aziende) per cui le aziende agricole lombarde hanno introdotto la vendita diretta è stata quella di dare maggiore redditività all'azienda.
Una quota rilevante di aziende fanno della vendita diretta una modalità di commerciale pressoché esclusiva dei propri prodotti: per il 35% delle aziende lombarde il fatturato deriva completamente (100%) da tale canale di vendita). Nelle aziende multicanale la quota di fatturato venduto direttamente risulta poi correlato alla dimensione economica dell'azienda: nelle aziende di piccole e medie dimensioni la quota commercializzata direttamente è pari al 70-80% del fatturato, mentre nelle aziende di maggiore dimensione economica tale quota si riduce al 20-30%.

Il modello di vendita diretta prevede l'integrazione di diverse modalità di vendita. La vendita diretta in azienda è il modello maggiormente utilizzato: il 91% delle aziende che vendono direttamente lo fanno anche in azienda, anche se la vendita diretta in azienda è la modalità di commercializzazione esclusiva solo per il 27% delle aziende. Tra gli altri modelli è diffusa la vendita senza intermediari a negozi al dettaglio e supermercati (44%) e a ristoranti e pubblici esercizi (45%). Quasi la metà delle aziende vende i prodotti sfruttando anche l'occasione di sagre e feste di paese, per lo più in modo saltuario. Il 14% partecipa a mercati di soli agricoltori o mercati misti di tipo rionale (13%, partecipazione in media di una volta a settimana). 

Le aziende che hanno partecipato a mercati riservati agli agricoltori (14%) lo ha fatto in occasione isolata (più raramente di una volta al mese): solo il 6% delle aziende agricole lombarde usa oggi tale formula di vendita diretta almeno 1 vola alla settimana. Relativamente ai mercati contadini organizzati da comuni lombardi l'indagine di Nomisma ha valutato l'interesse degli agricoltori che praticano vendita diretta verso tale canale di vendita: il 25% delle aziende accolgono con entusiasmo tale ipotesi. Considerato allora che di queste il 6% vende già in iniziative simili, si può dire che esiste una "domanda potenziale" del 19% verso tale canale di vendita. Esiste tuttavia un 44% di aziende che fanno vendita diretta non interessato a tali iniziative perchè preferisce la vendita in azienda (27%) o per via della maggiore organizzazione richiesta da tale modalità di vendita.
Attualmente si stima che siano attivi in Lombardia 34 mercati degli agricoltori localizzati prevalentemente nelle province di Milano (24%) e Mantova (21%).

Il 54% delle aziende è in grado di etichettare e vendere i prodotti con un proprio marchio o logo: il vitivinicolo guida la graduatoria con un'etichettatura che riguarda l'87% delle aziende.
Il 39% delle aziende che fa vendita diretta commercializza latte burro e formaggi, il 37%  vende vino, un altro 37% vende prodotti florovivaistici.Il 24% vende ortaggi, il 22% miele e prodotti dell'apicoltura, il 20% frutta, il 19% carne e il 15% salumi.

La vendita diretta in Lombardia è quindi in sintesi una forma di vendita in espansione, che può trovare sostegno e impulso oltre che nell'applicazione del DM MIPAAF del 20 novembre 2007, anche in alcune misure del Programma di Sviluppo Rurale della Lombardia: misure 121 (ammodernamento delle aziende agricole), 123 (accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli e forestali),e misura 311 (diversificazione dell'attività agricola).




                                                                           Luglio 2009


torna al sommario