Avvicinare
realtà diverse: agricoltura convenzionale,
integrata e biologica - Lodi
Dal
E’
possibile ripensare ai metodi di produzione in
agricoltura anche nel cuore dell’agricoltura
intensiva valutandone tutti gli aspetti, da quelli
che interessano l’intera società (la
salvaguardia dell’ambiente, la qualità dei
prodotti, il paesaggio) a quelli che interessano
specificamente gli imprenditori agricoli, il
reddito e il futuro delle proprie aziende, senza
steccati e preconcetti?
E’ sicuramente possibile e da questa riflessione
emergono concetti fondamentali come la
salvaguardia della fertilità dei suoli un bene
dell’agricoltura e degli agricoltori che non si
può perdere o svendere, come pensare nelle
proprie dinamiche aziendali anche a scelte che
abbiano valore nel medio e lungo termine e non
solo nell’immediato, come riappropriarsi a pieno
titolo del proprio ruolo di imprenditrici ed
imprenditori.
Questi i temi svolti ed affrontati in
“Avvicinare realtà diverse: Agricoltura
convenzionale, integrata e biologica” il
convegno organizzato da Donne in Campo Lombardia
con
la Provincia
di Lodi e
la Cia
di Milano e Lodi presso il Parco Tecnologico
Padano che ha avuto in particolare il pregio
di avviare un percorso inedito partendo da questi
interrogativi che si pongono moltissime aziende
agricole e che si intrecciano con i principali
bisogni che emergono nella nostra società.
Molti relatori hanno portato il loro contributo a
questo confronto a partire dalla relazione
introduttiva di Renata Lovati della Direzione di
Donne in Campo Lombardia, allevatrice della
provincia di Milano che ha testimoniato nel modo
migliore con il suo intervento anche la passione e
l’impegno suo e di altre imprenditrici nel
ripensare ed individuare sempre le migliori strade
per rafforzare le proprie aziende e
l’agricoltura nel suo complesso in una visione
che pensa globalmente alla realtà.
Successivamente si sono alternati gli interventi
del vicepresidente della Provincia di Lodi
Fabrizio Santantonio, del consulente Agricolo
Stefano Soldati (che ha svolto una interessante
analisi sulla fertilità dei suoli), di Giorgio
Provolo dell’ Università degli studi d Milano
sulla difficile gestione degli effluenti
zootecnici, dell’imprenditore agricolo Carlo
Brambilla e Valerio Invernizzi conduttori di
grandi aziende biologiche zootecniche, di Paola
Santeramo Presidente della Cia di Milano e Lodi.
Dopo un intenso e partecipato dibattito, la
giornata è proseguita con gli interventi di Paola
Rozzi esperta di zootecnia che ha portato
l’esperienza del biologico in Canada, di Lorenzo
Furlan Coordinatore del gruppo ministeriale sulla
diabrotica sull’uso degli insetticidi, di
Novella Bruno dell’Ersaf Lombardia sulle misure
agroambientali del PSR, di Valeria Reggiani
Presidente di donne in Campo Lombardia, fino alle
riflessioni sul manifesto sui cambiamenti
climatici di Maria Grazia Mammucini direttore
dell’Arsia Toscana. Il tutto condotto con la
competenza e passione della Preside della Facoltà
di agraria di Milano Claudia Sorlini.
Il confronto tra imprenditrici ed altri
agricoltori, tecnici, studiosi, rappresentanti
delle istituzioni e della CIA, ha dato sicuramente
un contributo molto interessante all’avvio di
questo appassionante confronto che parte da
bisogni e dati molto concreti e che
l’Associazione Donne in Campo intende sviluppare
ulteriormente, anche attraverso altri incontri e
confronti.
Marzo
2009
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